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Musica

Forever young: la nonnetta rock si esibisce all’ospizio

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    Si chiama Emilia, a 74 anni, ciuffo di capelli blue e occhiali rossi, come la passione rock che le brucia dentro. E la spinge ad esibirsi presso la casa di riposo Villa Giulia, a Pianoro (in provincia di Bologna). Il suo nome completo non vi dirà nulla – Emilia Mascolo – eppure a livello locale è una piccola-grande celebrità che, finalmente, ha la possibilità di dare libero spazio alla sua creatività musicale. La donna, classe 1950, solo ultimamente ha potuto rispolverare quei sogni artistici relegati in un cassetto, rimasti sigillati da quando era piccola. Perchè può sembrare una frase fatta… ma il rock non ha età. O per dirla usando il titolo di un celeberrimo album dei Jethro Tull… sarà pure troppo vecchia per il rock’n’roll ma troppo giovane per morire!

    Una vocazione per tanto tempo sopita

    Racconta Emilia: «Al Sud, da adolescente non mi è stato permesso di realizzarmi come volevo; ero una ragazza e dovevo stare al mio posto. Non gliene faccio una colpa, erano tempi così». Si riferisce a tempi culturalmente più chiusi per una donna che cercava la sua strada nella musica, anche se oggi fortunatamente il vento è cambiato. Il suo soprannome arriva grazie al piccolo nipote che la chiamava proprio “Nonna Rock” e ora, da 12 anni, quell’alter ego rappresenta la sua seconda pelle, se non la prima. Pitonata e con borchie in bella mostra!

    Si esibisce nei fine settimana

    Il suo pubblico di riferimento è quello della casa di riposo Villa Giulia, a Pianoro (Bologna), dove ogni weekend si esibisce accompagnata dal marito Ciro. In quel contesto Emilia si trasforma, diventando una vera e propria star. «Ho già 74 anni e alcune persone che vi risiedono hanno quasi la mia età. Penso di capire le loro emozioni», spiega. Da quando di anni ne ha compiti 50, Emilia ha cominciato a cantare e suonare alle feste e ai saggi dei bambini.

    Nel 2020 a The Voice Senior

    Piano piano la sua passione l’ha fatta approdare sotto i riflettori di The Voice Senior, nel 2020. «Una bella occasione», durante la quale i suoi video sui social e le varie piattaforme hanno raggiunto centinaia di migliaia di visualizzazione, «una cosa impensabile per me», racconta.

    La scaletta delle sue esibizioni

    Nelle sue performance lei esegue un repertorio molto variegato, con una predilezione per alcune donne che nella musica si sono ritagliate un pezzetto di olimpo, come l’italiana Gianna Nannini e l’indimenticabile pantera del soul Tina Turner. Il suo pubblico di anziani rappresenta la forza, la benzina che la spinge a continuare: «Finché ballerano sulle mie note, non smetterò mai di cantare».

    Rockstar “dentro”

    Nessun palco con raggi laser, nessun cachet milionario, nessun camerino con fiori, champagne e roadie sempre pronti ad esaudire ogni richiesta. Qui c’è solo (solo?) l’energia della musica. E a ben guardare come si sono ridotte certe bisbetiche ed insopportabili rockstar… Emilia è un esempio assai virtuoso e genuino. It’s only rock’n’roll… but I like it!

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      Musica

      Christina Aguilera nella bufera: concerto in Messico dura 55 minuti e i fan chiedono il rimborso

      Il live in Messico scatena le proteste: durata dimezzata rispetto alle 2 ore promesse su Ticketmaster e pioggia di commenti furiosi sui social.

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        Doveva essere uno show da due ore, ma si è trasformato in un concerto lampo. Christina Aguilera finisce al centro delle polemiche dopo l’esibizione in Messico, criticata dai fan non solo per la scenografia e i prezzi dei biglietti, ma soprattutto per la durata: appena 55 minuti.

        Durata dimezzata rispetto alle promesse
        Sul sito di Ticketmaster l’evento era stato presentato come uno spettacolo di circa 120 minuti. Una promessa che ha alimentato le aspettative del pubblico e che, secondo molti spettatori, non è stata mantenuta. Da qui le prime richieste di rimborso, che iniziano a circolare con sempre più insistenza.

        La rabbia dei fan sui social
        Sui social il malcontento è esploso in poche ore. «Ho passato più tempo nel traffico che sotto al palco», scrive un utente. E ancora: «Madonna fa spettacoli di due ore e ha quasi 70 anni!». Fino alla battuta più tagliente: «Questa è la regina delle briciole, lo show è durato meno di una puntata di una serie di Netflix».

        Non solo la durata: scenografia sotto accusa
        A peggiorare la situazione ci sono anche le critiche alla produzione dello spettacolo. Alcuni fan hanno parlato di una scenografia poco all’altezza delle aspettative, soprattutto in rapporto al costo dei biglietti.

        Per ora non sono arrivate repliche ufficiali, ma il caso è ormai aperto. E quando si tocca il tempo – oltre al portafoglio – il pubblico difficilmente perdona.

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          Musica

          Harry Styles zittisce le polemiche sul queerbaiting: bacio in diretta e battuta tagliente

          Durante l’intervista, Harry Styles viene provocato sul queerbaiting e reagisce con un bacio in diretta: “Ecco, questo è queerbaiting”.

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            Harry Styles sceglie la via più diretta per rispondere alle polemiche sul suo orientamento e sul presunto queerbaiting. Lo fa davanti a milioni di spettatori, durante una partecipazione al Saturday Night Live.

            Niente dichiarazioni costruite o spiegazioni infinite. Solo un gesto e una battuta che fanno il giro del mondo.

            Il momento in diretta

            Mentre parla di relazioni e baci, l’ex membro degli One Direction viene interrotto dal comico Ben Marshall, che entra in scena con una richiesta provocatoria: «Allora dov’è il mio bacio?».

            Styles non si tira indietro. Accetta la sfida e lo bacia davanti al pubblico, trasformando il momento in uno dei più commentati della puntata.

            La risposta sul queerbaiting

            Subito dopo il gesto, arriva la stoccata. Styles si gira verso la telecamera e commenta con ironia: «Ecco, questo è queerbaiting».

            Una frase che ribalta completamente il senso delle accuse, giocando con il concetto invece di difendersi in modo tradizionale.

            Tra ironia e strategia

            Il gesto non passa inosservato. C’è chi lo interpreta come una risposta intelligente e chi invece lo vede come l’ennesima provocazione studiata.

            Di certo, Harry Styles dimostra ancora una volta di saper gestire la narrazione intorno a sé, muovendosi tra ironia, ambiguità e consapevolezza mediatica.

            E in pochi secondi, riesce a fare quello che molti non riescono a fare in intere interviste: far parlare tutti.

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              Musica

              Blanco e le rose distrutte a Sanremo, spunta il retroscena che cambia tutto: “Sembrava già deciso”

              Pippo Balistreri, storico assistente di palco del Festival, racconta un dettaglio rimasto finora nell’ombra: durante le prove Blanco si sarebbe fermato sempre nello stesso punto lamentando problemi audio mai riscontrati. E oggi, dopo il silenzio, il cantante parla di ripartenza e fondamenta.

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                Ci sono scene che il Festival di Sanremo non riesce a dimenticare. E una di queste porta la firma di Blanco. Era il 2023 quando la sua esibizione all’Ariston finì nel modo più clamoroso possibile: rose distrutte sul palco, pubblico spiazzato, polemiche ovunque. Un gesto che allora sembrò dettato dalla rabbia del momento. Adesso, però, spunta un dettaglio che rimette tutto in discussione.

                Il retroscena raccontato da Pippo Balistreri

                A parlare è Pippo Balistreri, storico assistente di palco del Festival, che in una recente intervista ha aggiunto un tassello pesante a una storia che sembrava già archiviata. Secondo il suo racconto, durante le prove Blanco si fermava proprio nel punto in cui poi avrebbe distrutto la scenografia di rose, sostenendo di non sentire l’audio. Non una volta sola, ma per due prove. Un comportamento che, visto oggi, assume un significato molto diverso.

                Balistreri è netto: problemi tecnici, da parte loro, non ne sarebbero stati riscontrati. Ed è proprio questo il passaggio che cambia il tono del racconto. Perché se davvero non c’erano guasti, allora quell’insistenza su quel punto preciso del palco smette di sembrare casuale.

                Il dubbio: gesto spontaneo o mossa studiata?

                La frase più tagliente è anche la più semplice: “Mi è sembrato tutto programmato”. Non una certezza giudiziaria, ovviamente, ma un’impressione maturata da chi il Festival lo vive da dentro da anni. E che quindi pesa molto più di un commento qualsiasi da social.

                L’idea che quel gesto fosse un modo per farsi pubblicità riapre una ferita mai davvero chiusa. Perché una cosa è l’imprevisto, altra cosa è la costruzione del caos come atto mediatico. E nel mondo dello spettacolo il confine tra provocazione e strategia è spesso sottilissimo. Anzi, a volte non esiste proprio.

                Il ritorno di Blanco dopo il buio

                Intanto Blanco, dopo un periodo complicato, è tornato a parlare di sé con parole molto diverse. In una recente intervista ha raccontato questo momento come una sorta di azzeramento necessario. “È come se avessi voluto buttare giù la casa per ripartire dalle fondamenta”, ha spiegato. Un’immagine forte, quasi brutale, che sa di autocritica ma anche di ricostruzione.

                Poi aggiunge di avere bisogno della “scienza dei fatti”, della sicurezza di un’equazione che produce un risultato. Parole che raccontano un artista in cerca di stabilità, forse anche di controllo, dopo una fase in cui tutto sembrava essergli esploso tra le mani.

                Resta però quella domanda sospesa, fastidiosa e inevitabile: le rose dell’Ariston furono davvero il frutto di un istante impazzito o l’ultimo atto di una scena già scritta? A distanza di tempo, il dubbio torna a pungere. E stavolta fa ancora più rumore

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