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Musica

Ringo Starr torna a sorpresa con “It’s Been Too Long”: a 85 anni l’ex Beatle rilancia e annuncia l’album “Long Long Road”

Ringo Starr pubblica il singolo “It’s Been Too Long” e annuncia “Long Long Road”, album scritto e prodotto con T Bone Burnett dopo l’esperienza country di “Look Up” (2025). Il disco, registrato tra Nashville e Los Angeles, punta su un suono americano e ospita Sheryl Crow, Billy Strings, St Vincent, oltre alle voci di Molly Tuttle e Sarah Jarosz.

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    Ringo is back, e non è un modo di dire. A 85 anni Ringo Starr riappare con il passo di chi non deve dimostrare più niente, ma ha ancora voglia di dire qualcosa. Da martedì 3 marzo 2026 pubblica “It’s Been Too Long”, primo singolo del nuovo album “Long Long Road”, scritto e prodotto insieme a T Bone Burnett, già compagno di viaggio nel precedente progetto “Look Up”, il disco country del 2025. Il pezzo arriva con un dettaglio che spiega molto del clima: le voci di Molly Tuttle e Sarah Jarosz che si intrecciano al timbro inconfondibile del batterista dei Fab Four, in un brano che sa di ritorno, ma senza nostalgia appiccicosa.

    L’annuncio dell’album ha il sapore del racconto “da studio”, non della strategia da marketing. Ringo lo dice con una naturalezza che, detta da lui, diventa quasi disarmante: «Questo è venuto fuori quasi per caso». E poi aggiunge la frase che suona come un’autobiografia in due parole: «L’ho chiamato “Long Long Road” perché ho percorso una strada molto lunga». Difficile contraddirlo.

    Un album nato “quasi per caso”, ma con un’idea precisa

    “Long Long Road” è composto da 10 brani e, come suggerisce il titolo, mette radici nella musica country e americana per poi allargarsi, diventando un mosaico di influenze. L’impianto resta quello: strumenti caldi, ritmo da strada polverosa, e quella sensazione da canzone “suonata” più che costruita in laboratorio. Il disco è stato registrato tra Nashville e Los Angeles, e riporta in squadra molti dei musicisti già coinvolti in “Look Up”, la band principale che Burnett chiama affettuosamente “The Texans”, richiamando un gruppo con cui Ringo suonava a Liverpool nel 1959. C’è anche un riferimento diretto a Carl Perkins: Starr racconta di aver registrato due canzoni di Perkins con i Beatles e di aver voluto ritrovare quella vibrazione anche qui, fino alla scelta di un brano come “I Don’t See Me In Your Eyes Anymore”, trovato da Burnett.

    T Bone Burnett e la “mossa giusta” che cambia il presente

    La chiave di tutto è il rapporto con T Bone Burnett, che qui non fa il semplice produttore “di lusso”, ma l’architetto del suono e dell’energia. Ringo lo definisce una delle sue “mosse giuste”, come quando nella vita giri a destra o a sinistra e una scelta ti porta esattamente dove dovevi essere. Burnett, dal canto suo, racconta l’origine del sodalizio in modo quasi cinematografico: una sera, a una lettura di poesie, Ringo gli avrebbe chiesto: “Perché non scrivi una canzone per me?”. Da lì, l’idea di scrivere in stile Gene Autry, e una definizione che resta addosso: Burnett dice di aver sempre considerato Ringo “un artista texano”, per come suona e per come canta. E infatti l’obiettivo dichiarato è stato circondarlo di “giovani maestri”, portando dentro al progetto quella carica di Nashville che non è solo tradizione, ma anche presente.

    Ospiti, voci e quel tocco da leggenda che non invecchia

    Tra le collaborazioni annunciate spiccano Sheryl Crow, Billy Strings e St Vincent, in un mix che sembra fatto apposta per evitare l’effetto museo: un’icona storica, sì, ma in dialogo con sensibilità diverse. Il singolo “It’s Been Too Long” mette subito in chiaro la direzione, anche grazie alle voci di Molly Tuttle e Sarah Jarosz, “fantastiche” per usare l’aggettivo più semplice e più giusto. E poi c’è Ringo, con la sua calma da veterano e un dettaglio che i fan notano sempre: quella tinta di capelli che regge il confronto con qualsiasi collega più giovane. Lui non la fa pesare, ci mancherebbe. È la sua faccia da Ringo, che è già metà del suono.

    Dopo “Look Up”, che nel 2025 era stato presentato come il suo primo disco country in 50 anni e aveva centrato risultati importanti in classifica, “Long Long Road” si pone come un seguito naturale: stesso asse creativo, stessa voglia di suonare sul serio, ma con l’idea di allargare il perimetro. Non è un ritorno dei Beatles, non è un’operazione nostalgia. È semplicemente Ringo Starr che continua a camminare sulla sua lunga strada. E a questo punto, francamente, è difficile chiedergli di fermarsi.

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      Musica

      Madonna verso i Grammy con “Confessions II”? Dopo 16 anni potrebbe tornare alle nomination e puntare persino all’Album dell’anno

      “Confessions II” ha riportato Madonna al dance-pop conquistando la critica e adesso potrebbe riportarla anche ai Grammy Awards. La popstar non ottiene una nomination dal 2010: il nuovo disco appare competitivo nella categoria Dance/Elettronica e potrebbe puntare più in alto.

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        Madonna potrebbe tornare ai Grammy Awards dopo un’assenza lunga 16 anni. A riaprire una porta che sembrava ormai chiusa sarebbe Confessions II, il suo ritorno al dance-pop accolto con entusiasmo dalla critica e considerato abbastanza forte da poter trovare spazio nelle prossime nomination.

        Per la Regina del Pop sarebbe un ritorno tutt’altro che secondario. Madonna non riceve infatti una candidatura ai Grammy dal 2010 e, questa volta, le prospettive potrebbero andare oltre una semplice nomination celebrativa. Confessions II appare ben posizionato per concorrere come Miglior album dance/elettronico, ma comincia a circolare anche un’ipotesi decisamente più ambiziosa: quella di una candidatura ad Album dell’anno.

        Confessions II riporta Madonna al dance-pop

        Il titolo dichiara già la propria discendenza. Con Confessions II, Madonna torna nel territorio musicale che aveva segnato una delle fasi più fortunate della sua carriera, riallacciandosi idealmente a Confessions on a Dance Floor e a quella miscela di pop ed elettronica che nel 2005 aveva conquistato pubblico e critica.

        Un ritorno alle origini dance che, però, non si limita all’operazione nostalgia. Proprio l’accoglienza critica riservata al nuovo lavoro sta contribuendo a trasformarlo in uno dei possibili protagonisti della prossima stagione dei premi.

        E per un’artista abituata per decenni a dettare le regole del pop, ritrovarsi nuovamente nella conversazione dei Grammy ha già il sapore di una piccola rivincita.

        Madonna senza nomination ai Grammy dal 2010

        Il dato sorprende soprattutto considerando il peso della sua carriera: Madonna non riceve una nomination ai Grammy Awards dal 2010. Sedici anni durante i quali ha continuato a pubblicare musica, realizzare tour e mantenere una presenza enorme nella cultura pop, senza però riuscire a rientrare tra i candidati della Recording Academy.

        Confessions II potrebbe interrompere il digiuno. La categoria nella quale il disco sembra avere le possibilità più concrete è quella dedicata al Miglior album dance/elettronico, perfettamente coerente con la natura del progetto.

        Per il momento, naturalmente, si parla di previsioni: saranno le nomination ufficiali a stabilire se il ritorno di Madonna verrà effettivamente premiato.

        L’ipotesi più ambiziosa: Album dell’anno

        C’è poi la suggestione più importante. Il buon riscontro ottenuto dal disco potrebbe consentire a Madonna di entrare nella conversazione anche per Album dell’anno, una delle categorie principali dei Grammy.

        La concorrenza sarà inevitabilmente fortissima e parlare oggi di candidatura significa muoversi ancora nel terreno delle previsioni. Ma il semplice fatto che Confessions II venga considerato un possibile contendente segna un cambio di scenario rispetto agli ultimi anni.

        Dopo aver riconquistato il dancefloor, Madonna potrebbe dunque prepararsi a tornare anche ai Grammy. E se arrivasse davvero una candidatura ad Album dell’anno, il ritorno della Regina del Pop sarebbe completo.

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          Musica

          Gianna Nannini torna con “Meraviglioso errore”, il nuovo singolo scritto con Brunori Sas e Dimartino e registrato a Londra

          Gianna Nannini torna finalmente con “Meraviglioso errore”, il nuovo singolo scritto insieme a Brunori Sas e Dimartino. Il brano, registrato a Londra con un’orchestra sinfonica, esce oggi e segna il nuovo capitolo musicale della rocker.

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            Gianna Nannini finalmente torna. Esce oggi “Meraviglioso errore”, il nuovo singolo della rocker senese, che per l’occasione mette insieme una squadra di autori decisamente interessante: la canzone è stata scritta con Brunori Sas e Dimartino e registrata a Londra con un’orchestra sinfonica.

            Un ritorno che riporta in primo piano una delle voci più riconoscibili della musica italiana e che già dalla scelta dei collaboratori lascia intuire un incontro tra mondi differenti: l’identità rock di Nannini, la scrittura di Brunori e quella di Dimartino, con una veste orchestrale costruita durante le sessioni londinesi.

            “Meraviglioso errore”, il nuovo singolo di Gianna Nannini

            Il titolo è “Meraviglioso errore” e il brano arriva oggi sulle piattaforme, segnando il ritorno discografico di Gianna Nannini con un inedito.

            Due parole, quelle scelte per il titolo, che sembrano fatte apposta per entrare nell’universo della cantante: la bellezza e l’errore, la perfezione che lascia spazio alle imperfezioni, sentimenti e contraddizioni che hanno attraversato buona parte del suo repertorio.

            Questa volta, però, Nannini non è sola nella scrittura. Accanto a lei ci sono due nomi che negli ultimi anni hanno lasciato un segno preciso nella canzone d’autore italiana.

            Brunori Sas e Dimartino firmano il brano con Gianna

            Brunori Sas e Dimartino partecipano infatti alla scrittura di “Meraviglioso errore”. Una collaborazione che mette insieme tre personalità musicali molto diverse e proprio per questo rende particolarmente curioso il risultato.

            Brunori Sas ha costruito il proprio percorso su una scrittura capace di alternare intimità, ironia e racconto, mentre Dimartino ha dimostrato più volte di sapersi muovere tra cantautorato e pop. A completare il triangolo c’è naturalmente Nannini, con quella voce ruvida e immediatamente riconoscibile che da decenni rappresenta il suo marchio.

            La registrazione a Londra con orchestra sinfonica

            A rendere ancora più ambizioso il progetto è la scelta di registrare il brano a Londra con un’orchestra sinfonica. Una dimensione sonora che promette di ampliare la struttura della canzone e di affiancare alla voce graffiante di Gianna una componente orchestrale di grande respiro.

            “Meraviglioso errore” arriva così con tutti gli ingredienti di un ritorno importante: due firme prestigiose accanto a quella della protagonista, una registrazione londinese e un’orchestra sinfonica.

            Da oggi la parola passa alla musica. E soprattutto torna quella voce che basta ascoltare per pochi secondi per capire che, sì, Gianna Nannini è tornata.

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              Musica

              Elton John e David Furnish, matrimonio al capolinea? Voci di divorzio dopo una lite: in ballo un patrimonio da 700 milioni di dollari

              Elton John e David Furnish sarebbero sull’orlo del divorzio dopo un acceso diverbio. Nessuna conferma dai diretti interessati, ma le indiscrezioni accendono già i riflettori anche sull’enorme patrimonio della coppia e sui figli Zachary ed Elijah.

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                Elton John e David Furnish sono davvero sull’orlo del divorzio? Dopo oltre trent’anni insieme, sulla coppia cominciano a circolare insistenti voci di crisi e possibile separazione. Secondo alcune fonti, il cantante avrebbe lasciato la residenza condivisa con il marito dopo un acceso diverbio e sarebbe stato successivamente visto entrare da solo in un hotel.

                Per il momento, però, né Elton né David hanno commentato le indiscrezioni e non è stata confermata neppure la causa della presunta crisi. Il condizionale, quindi, resta obbligatorio. Ma quando in ballo ci sono una delle coppie più celebri dello showbiz, due figli e un patrimonio stimato complessivamente fino a 700 milioni di dollari, la macchina del gossip inevitabilmente parte a tutta velocità.

                Elton John e David Furnish, le voci sul divorzio

                A far scattare l’allarme sarebbe stato proprio l’allontanamento di Elton dalla casa della coppia. Il cantante avrebbe lasciato la residenza dopo una discussione particolarmente accesa con Furnish e sarebbe stato visto raggiungere da solo un hotel.

                Un episodio che ha immediatamente alimentato le indiscrezioni su una possibile rottura, anche se al momento non sono emersi dettagli certi sulle ragioni del diverbio né tantomeno una conferma dell’intenzione di separarsi.

                Oltre trent’anni insieme e due figli

                Elton John e David Furnish stanno insieme dagli anni Novanta. Dopo l’introduzione delle unioni civili nel Regno Unito hanno ufficializzato il loro rapporto nel 2005, per poi sposarsi nel 2014, quando il matrimonio tra persone dello stesso sesso è diventato legale in Inghilterra e Galles.

                La coppia ha due figli, Zachary ed Elijah, e negli anni ha sempre mostrato un legame particolarmente solido. Proprio per questo le indiscrezioni su una possibile separazione hanno immediatamente fatto rumore.

                Un patrimonio stimato fino a 700 milioni di dollari

                Se le voci sul divorzio venissero confermate, inevitabilmente si aprirebbe anche il capitolo economico. Il patrimonio netto complessivo attribuito alla coppia viene stimato fino a circa 700 milioni di dollari, una fortuna che in futuro potrebbe passare almeno in parte ai due figli.

                Ma siamo già parecchi passi avanti rispetto ai fatti disponibili. Per ora ci sono una presunta lite, Elton visto da solo in hotel e soprattutto il silenzio dei diretti interessati. Prima di dividere 700 milioni di dollari, insomma, bisognerà almeno capire se c’è davvero un matrimonio da dividere.

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