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Personaggi e interviste

Gerry Scotti e Antonella Clerici: tregua a Sanremo 2025 dopo anni di rivalità televisiva

I due conduttori, protagonisti di una storica battaglia televisiva, si ritrovano insieme all’Ariston. Pace definitiva o solo strategia?

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    Sanremo 2025 segna una tregua, almeno apparente, tra due giganti della televisione italiana: Gerry Scotti e Antonella Clerici. I due conduttori, noti per la loro rivalità decennale, condivideranno il palco della prima serata del Festival accanto a Carlo Conti. Un evento che ha sorpreso molti, considerando le battaglie televisive che hanno visto protagonisti i due nel corso degli anni.

    La rivalità nata dai baby talent

    Tutto ha avuto inizio nel 2008, quando Antonella Clerici lanciò su Rai 1 “Ti lascio una canzone“, un talent per giovani promesse che portò al successo mondiale il trio de Il Volo. Due anni dopo, su Canale 5, Gerry Scotti rispose con “Io Canto“, un format dal concept sorprendentemente simile. Da lì si è scatenata una battaglia di ascolti e di format, con accuse reciproche di copiature e frecciatine sui media. Negli anni, i due si sono rincorsi con programmi paralleli: “Io Canto Generation” ha risposto a “The Voice Kids“, mentre “The Voice Senior” ha avuto come competitor “Io Canto Senior“. Le somiglianze tra i format erano tali da far pensare a una vera e propria guerra dei talent.

    La battaglia dei senior

    Con l’arrivo di “Io Canto Senior”, Antonella Clerici non ha nascosto il suo disappunto, dichiarando: “Prima hanno copiato Ti lascio una canzone, poi hanno ripreso Io Canto dopo anni. Ora scippano anche i senior?”. Nonostante le critiche, Mediaset ha proseguito con la produzione del programma, schierando Scotti per sfidare Rai 1 e la Clerici. La competizione tra i due ha raggiunto il culmine quando Gerry Scotti, nel corso della prima puntata di “Io Canto Family“, ha lanciato una battuta che ha fatto il giro del web: “Ti lascio una trasmissione“, chiaro riferimento al programma di Clerici. Parole che hanno alimentato ulteriormente la rivalità.

    Sanremo 2025: pace o finzione?

    Ora, con l’annuncio della loro presenza a Sanremo 2025, si profila una tregua sul palco dell’Ariston. I due conduttori, almeno per una sera, hanno messo da parte le divergenze, scambiandosi sorrisi e battute. Tuttavia, c’è chi già sospetta che questa pace sia solo di facciata e che la storica rivalità sia tutt’altro che archiviata. Chissà se in futuro i due uniranno le forze per un programma congiunto, magari chiamato “La guerra dei format”, per decretare una volta per tutte chi sia il vero re (o regina) dei talent show italiani.

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      Personaggi e interviste

      Mirko Frezza, dal passato nell’illegalità alla rinascita nel cinema: “Alcuni mi guardano ancora come un criminale”

      L’attore ripercorre il passato difficile nelle periferie romane, la svolta arrivata grazie alla moglie e ai figli e l’incontro decisivo con Alessandro Borghi: “Il cinema si è sostituito alle istituzioni”.

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        La vita di Mirko Frezza sembra davvero una sceneggiatura scritta con la polvere delle periferie, i sensi di colpa e una seconda possibilità arrivata quando nessuno sembrava più disposto a concedergliela. Ospite di Ciao Maschio, l’attore visto nella fiction Rocco Schiavone ha raccontato a Nunzia De Girolamo il suo percorso senza cercare scorciatoie, né assoluzioni facili.

        Dai quartieri difficili di Roma ai red carpet internazionali, Frezza ha attraversato due esistenze quasi opposte. La prima segnata dall’illegalità, la seconda costruita dentro il cinema, quando ormai il passato sembrava avergli già cucito addosso un’etichetta impossibile da strappare.

        Il passato difficile nelle periferie romane

        Frezza è tornato con la memoria ai tredici anni, quando il bisogno di appartenere a qualcosa lo ha spinto verso la parte più oscura del quartiere. “Chi mi ha aperto la porta per far parte di qualcosa era quel 20% che usava il quartiere ai propri comodi”, ha raccontato.

        Poi l’ammissione più dura, quella che evita ogni vittimismo: “Poi ci ho sguazzato”.

        Parole crude, ma proprio per questo credibili. Perché Frezza non scarica le colpe soltanto sul contesto, sulla strada o sulle mancanze delle istituzioni. Racconta l’ambiente, certo, ma riconosce anche la propria responsabilità.

        “Mi guardano ancora come un criminale”

        Oggi l’attore ha cambiato vita, lavora, è riconosciuto, ha trovato una strada. Eppure il passato continua a seguirlo come un’ombra lunga.

        “Alcuni mi guardano ancora come se fossi un criminale”, ha confessato. Una frase che racconta bene quanto sia difficile, per chi ha sbagliato, ottenere davvero una seconda possibilità agli occhi degli altri.

        Per Frezza, diventare uomo significa anche imparare a perdonarsi. Ma il perdono personale non basta, se il mondo continua a giudicarti solo per ciò che sei stato.

        La moglie, i figli e l’incontro con Alessandro Borghi

        La svolta è arrivata in famiglia. È stata la nascita del terzo figlio, insieme alla fermezza della moglie, a costringerlo a guardarsi davvero allo specchio. “Mi ha detto che ero maschio, che dovevo andare a lavorare”.

        Da lì è iniziato tutto. Prima il lavoro dietro le quinte nelle produzioni americane, poi l’ingresso davanti alla macchina da presa. Fondamentale è stato l’incontro con Alessandro Borghi, che ha visto in lui qualcosa prima ancora che Frezza riuscisse forse a vederlo fino in fondo.

        Quella fiducia gli ha aperto una strada che lo ha portato fino alla Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione Orizzonti, con Il più grande sogno, film ispirato proprio alla sua storia.

        “Il cinema mi ha dato un modo di piangere”

        Il passaggio più forte dell’intervista riguarda il valore salvifico della recitazione. Per Mirko Frezza il cinema non è stato soltanto un lavoro o una vetrina. È diventato una forma di rieducazione emotiva.

        “Il cinema, per me, si è sostituito alle istituzioni”, ha dichiarato.

        Poi il ricordo della scena in cui, durante Il più grande sogno, gli fu chiesto di piangere davanti a un giudice: “Il cinema mi ha dato un modo di piangere”.

        Ed è forse lì che sta il cuore della sua storia. Non nella redenzione raccontata come favola edificante, ma nella possibilità concreta di trasformare il dolore in linguaggio, la vergogna in mestiere, il passato in una materia viva da cui ripartire.

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          Personaggi e interviste

          Antonella Clerici e la parola che spiazza tutti: “Nel weekend non voglio monturarmi da parata”

          Antonella Clerici spiega perché nei fine settimana sceglie la campagna invece della mondanità: “Non voglio pettinarmi e truccarmi da parata”.

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            A volte basta una parola per catturare tutta l’attenzione. Stavolta è successo con Antonella Clerici, che parlando della sua vita privata ha regalato al pubblico un termine destinato probabilmente a entrare nel lessico televisivo nazionale: “monturarmi”.

            “Nel weekend resto in campagna, non voglio monturarmi anche il sabato e la domenica”, ha raccontato la conduttrice spiegando il suo rapporto sempre più distante dalla vita mondana. Una frase che ha immediatamente acceso curiosità e sorrisi, anche perché molti si sono chiesti la stessa cosa: montu… che?

            “Monturarmi da parata”

            La stessa Clerici ha poi chiarito il significato della parola con la sua consueta spontaneità: “Monturarmi, pettinarmi e truccarmi da parata”. In pratica: prepararsi come per andare in scena, costruire l’immagine pubblica perfetta, indossare la divisa invisibile della televisione e dello spettacolo.

            Ed è proprio questo il punto del suo discorso. Dopo anni passati davanti alle telecamere, Antonella Clerici sembra aver scelto sempre di più una vita fatta di ritmi normali, silenzi e campagna. Una dimensione lontana dall’ossessione dell’apparire continuo.

            La fuga dalla mondanità

            Negli ultimi anni la conduttrice ha raccontato spesso quanto sia importante per lei il tempo trascorso lontano dai riflettori, soprattutto nella casa immersa nel verde dove vive gran parte della settimana insieme alla famiglia.

            “Questa è la vita che volevo vivere”, ha spiegato. Una frase che sembra quasi una risposta indiretta a un mondo dello spettacolo sempre più dominato dall’esposizione permanente, dai social e dalla necessità di esserci continuamente.

            Antonella Clerici, invece, rivendica il diritto opposto: sparire ogni tanto.

            Una normalità che piace al pubblico

            Ed è probabilmente anche questo il motivo per cui il pubblico continua a sentirla così vicina. Clerici non prova a sembrare irraggiungibile, glamour a tutti i costi o eternamente perfetta. Anzi. Racconta la fatica stessa del “monturarsi”, del trasformarsi continuamente in personaggio.

            E forse quella parola inventata o semi-dialettale funziona proprio perché è autentica. Perché dentro c’è tutto: il trucco, i capelli, gli abiti da scena, ma anche il peso di dover essere sempre pronti a mostrarsi.

            Così, mentre molti inseguono disperatamente la visibilità, Antonella Clerici rivendica il lusso più raro di tutti: togliersi la montura e restare semplicemente sé stessa.

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              Myrta Merlino sogna il ritorno a La7: la presenza al compleanno di Cairo riaccende le voci sul futuro

              Myrta Merlino è stata vista alla festa di compleanno di Urbano Cairo a Milano insieme a Marco Tardelli. Intanto David Parenzo allunga la sua corsa a “L’Aria che tira” fino a fine luglio.

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                C’è chi cambia rete inseguendo nuovi spazi e chi, dopo un po’, guarda indietro con una certa nostalgia. Myrta Merlino, dopo due stagioni alla guida di “Pomeriggio 5”, starebbe pensando seriamente a un ritorno a La7, la rete che aveva lasciato per trasferirsi a Mediaset. Un desiderio che nel mondo della televisione circola ormai da settimane e che nelle ultime ore ha ripreso forza dopo un’apparizione molto notata.

                La giornalista era infatti presente alla festa di compleanno di Urbano Cairo, organizzata a Villa Necchi, a Milano. Con lei anche il compagno Marco Tardelli. Una presenza che, inevitabilmente, ha fatto partire il tam tam televisivo.

                Il futuro di Myrta Merlino dopo “Pomeriggio 5”

                L’esperienza a Mediaset non avrebbe avuto gli sviluppi sperati. Dopo aver preso il posto di Barbara D’Urso a “Pomeriggio 5”, Myrta Merlino non avrebbe ottenuto un nuovo talk politico o di approfondimento su Rete 4. Al momento, infatti, le sue apparizioni si limiterebbero soprattutto al ruolo di opinionista.

                Ed è qui che torna La7. La rete di Urbano Cairo resta il luogo televisivo dove la giornalista ha costruito gran parte della sua identità professionale. I rapporti con l’editore sarebbero rimasti buoni e distesi, ma secondo le indiscrezioni non esisterebbero ancora vere trattative per un ritorno.

                A La7 gli spazi sono già occupati

                Il problema, semmai, è trovare uno spazio libero. Le caselle più importanti di La7 risultano infatti già presidiate da volti consolidati e programmi ben avviati. Una situazione che rende complicato immaginare, almeno nell’immediato, un rientro della Merlino con un progetto forte e riconoscibile.

                Nel frattempo il suo “erede” televisivo a “L’Aria che tira”, David Parenzo, continuerà a presidiare il programma ancora a lungo. Il giornalista resterà infatti alla conduzione fino alla fine di luglio, fermandosi soltanto ad agosto.

                La nostalgia della “casa” televisiva

                Nel mondo della tv, però, i rapporti personali contano spesso quanto gli ascolti. E la presenza di Myrta Merlino al compleanno di Cairo viene letta da molti anche come un segnale simbolico: il legame con La7 non si è mai davvero spezzato.

                Resta da capire se quella nostalgia potrà trasformarsi in qualcosa di concreto oppure resterà soltanto una suggestione televisiva buona per i corridoi di Milano e per i retroscena estivi della tv italiana.

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