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Personaggi e interviste

Luca Argentero: “Senza la bellezza metà dei lavori non li avrei mai fatti”

In un’intervista a Vanity Fair, Luca Argentero parla della sua carriera e ammette con onestà quanto la bellezza abbia inciso sulle sue prime opportunità. Poi aggiunge: “Dopo vent’anni non è solo fotogenia: ora sono consapevole anche delle mie qualità professionali”. E sul tenersi in forma con Cristina Marino: “È il nostro stile di vita”.

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    Luca Argentero, con la sua solita schiettezza, si mette a nudo – e non solo davanti alla macchina da presa – raccontando a Vanity Fair quanto il suo aspetto fisico abbia inciso sulla carriera. “Ci ho costruito una carriera sull’oggettificazione della bellezza!”, ha dichiarato l’attore, con l’ironia e l’onestà che lo contraddistinguono. E non è finita qui: “Metà delle cose che ho fatto, soprattutto all’inizio, non le avrei fatte se non fossi stato di gradevole aspetto”.

    D’altronde, la bellezza maschile raramente viene tematizzata con la stessa frequenza di quella femminile, e Argentero non ha problemi a riconoscere di averla sfruttata. Ma è anche consapevole che il suo percorso non si è fermato lì. “Il non essere considerati solo belli dipende dall’impegno che metti in quello che fai”, ha proseguito. “Se dopo vent’anni dal primo film continuo a lavorare vuol dire che non c’è solo una fotogenia, e inizio a dirmelo pure io e a essere più consapevole anche delle mie qualità professionali oltre che estetiche”.

    Con un passato che va dal Grande Fratello fino ai set cinematografici e alle fiction di successo, Argentero ha attraversato diverse fasi artistiche e personali. “Per noi attori il passaggio del tempo si percepisce perché c’è anche un cambiamento di ruoli che interpreti. Prima fai il figlio poi fai il padre, prima lo studente poi il professore”, spiega, sottolineando quanto la maturità si rifletta anche nella scelta dei personaggi che porta sullo schermo.

    Ma se da un lato la bellezza gli ha aperto molte porte, dall’altro Luca ci tiene a chiarire che mantenersi in forma non è mai stato un vezzo, ma uno stile di vita. Con sua moglie, Cristina Marino, forma una delle coppie più fit del panorama italiano. “Quanto ci alleniamo? Non così tanto come potrebbe far pensare la forma fisica di mia moglie Cristina o il fatto che a 46 anni anche io mi sento piuttosto in forma”, ha raccontato.

    Eppure non si tratta di maratone in palestra: “Proprio perché è uno stile di vita e non abbandonandolo mai, non capita di ammazzarsi perché è marzo e vedi la prova costume alle porte”. La ricetta della loro routine? “Cristina si allena tre volte a settimana per mezz’ora, per me dipende dagli impegni che ho sul set, a volte passano due settimane senza che faccia attività fisica”.

    Un equilibrio fatto di costanza e normalità che sembra funzionare, senza ossessioni e con un approccio concreto. E se l’aspetto continua ad aiutare, ora Argentero sa di poter contare su molto di più: vent’anni di esperienza e la credibilità conquistata sul campo – anzi, sul set.

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      Kevin Spacey, la rivincita in tribunale: dopo lo scandalo di House of Cards arriva la svolta legale

      Dopo il licenziamento del 2017 per accuse di molestie, Kevin Spacey testimonia in tribunale contro la produzione di House of Cards. La società perde la causa contro l’assicurazione.

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        Vendetta, sì. Ma questa volta senza riflettori, senza copione e soprattutto senza applausi. Kevin Spacey torna al centro della scena, ma lo fa in tribunale. E il risultato è uno di quelli che pesano. L’attore ha testimoniato nella causa che vedeva coinvolta la casa di produzione di House of Cards e, alla fine, a perdere è stata proprio la società, sconfitta nel contenzioso contro la compagnia assicurativa.

        Una svolta che riporta il nome di Spacey dentro una storia che sembrava chiusa anni fa. Era il 2017 quando l’attore venne licenziato dalla serie, travolto dalle accuse di molestie sessuali risalenti al 1986. Da lì, la caduta. L’uscita immediata dal progetto e la fine anticipata di una delle serie più iconiche degli ultimi anni.

        Il ritorno in tribunale
        Oggi, a distanza di tempo, Kevin Spacey rientra nella vicenda da un’altra porta: quella legale. La sua testimonianza è diventata uno degli elementi centrali nel procedimento che opponeva la produzione alla compagnia assicurativa, chiamata a rispondere delle perdite legate allo stop della serie.

        Un passaggio delicato, perché riapre inevitabilmente una pagina complessa, fatta di accuse, decisioni drastiche e conseguenze pesanti per tutti i soggetti coinvolti.

        Il caso House of Cards e il crollo improvviso
        House of Cards non era una serie qualsiasi. Era uno dei simboli della nuova televisione globale, un prodotto capace di ridefinire le regole del successo seriale. E Kevin Spacey ne era il volto.

        Il suo licenziamento improvviso, nel pieno dello scandalo, aveva segnato una rottura netta. La produzione aveva scelto di tagliare ogni legame, una decisione che aveva avuto ripercussioni immediate anche sulla continuità del progetto.

        Una vicenda che continua a far discutere
        La sconfitta della casa di produzione nella causa contro l’assicurazione aggiunge un nuovo capitolo a una storia che non smette di far discutere. Non è un ritorno artistico, non è una riabilitazione pubblica, ma è comunque un passaggio che riporta Kevin Spacey dentro il racconto.

        E ancora una volta, tutto si muove su un equilibrio fragile. Tra passato e presente, tra ciò che è stato e ciò che continua a produrre effetti. Anche lontano dalle telecamere.

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          Gong Yoo conquista Firenze: la star di Squid Game manda in delirio i fan (e cita Guadagnino)

          Gong Yoo, volto simbolo di Squid Game, protagonista a Firenze: parla di libertà artistica e sorprende mostrando una frase di un film di Guadagnino che porta sempre con sé

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            Da Squid Game ai riflettori italiani, il passo è più breve di quanto sembri. Gong Yoo arriva a Firenze e trasforma il Florence Korea Film Fest in un evento globale. L’attore coreano, ormai simbolo dell’onda culturale che ha conquistato il mondo, si presenta con un mix perfetto di eleganza e semplicità, ma soprattutto con una cosa che i fan non dimenticheranno facilmente: una sorpresa che parla italiano.

            L’onda coreana conquista Firenze

            Il suo arrivo non è passato inosservato. Fan in delirio, attenzione mediatica altissima e un festival che, improvvisamente, cambia passo. Gong Yoo non è solo un ospite, è un fenomeno. Il volto di Squid Game incarna quella Corea che oggi detta tendenze, tra cinema, serie tv e cultura pop. E Firenze diventa per un attimo il centro di questo movimento.

            “Scelgo solo le storie in cui credo”

            Durante l’incontro, l’attore ha parlato della sua carriera con una lucidità che colpisce. Niente scelte casuali, niente compromessi: “Scelgo solo le storie in cui credo”. Una dichiarazione che spiega molto del suo percorso e del perché sia diventato un punto di riferimento internazionale. Non è solo talento, è visione.

            La sorpresa firmata Guadagnino

            Poi arriva il momento che accende definitivamente il pubblico. Gong Yoo prende il telefono e mostra una frase che porta sempre con sé: è tratta da un film di Luca Guadagnino. Un gesto semplice, ma potentissimo, che crea un ponte tra Corea e Italia, tra due mondi cinematografici che sembrano lontani ma che, improvvisamente, si toccano.

            E in quell’istante Firenze non è più solo una tappa di festival. Diventa il luogo in cui le storie si incontrano, si riconoscono e, per una sera, parlano la stessa lingua.

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              Personaggi e interviste

              Rossella Erra punge Selvaggia Lucarelli e incorona Milly: “Al GF Vip non è ancora quella che conosco io”

              Da Citofonare Rai2 al Grande Fratello Vip, fino alla sfida del sabato sera tra Rai e Mediaset: Rossella Erra si racconta senza filtri, difende Alessandra Mussolini, riflette su Selvaggia Lucarelli e ammette di aver preferito Canzonissima ad Amici.

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                Rossella Erra torna in tv con Citofonare Rai2, ma nel frattempo mette il naso dove il gossip televisivo oggi pulsa di più: dentro il Grande Fratello Vip, nel ruolo sempre più discusso di Selvaggia Lucarelli e persino nella guerra del sabato sera tra Canzonissima e Amici. E lo fa come sa fare lei, senza troppi giri di parole, con quella schiettezza che in televisione o la ami o ti innervosisce.

                Rossella Erra e il giudizio sul GF Vip
                Rossella ammette di seguire da sempre il Grande Fratello e di non avere alcuna puzza sotto il naso televisiva. Anzi, rivendica il diritto di guardare tutto, anche per confrontare epoche, linguaggi e personaggi. In questa nuova edizione del GF Vip ha già individuato i suoi preferiti, anche perché alcuni concorrenti arrivano direttamente dal suo mondo di Ballando con le Stelle.

                Su Alessandra Mussolini, ad esempio, si sbilancia eccome: la considera la più simpatica, quella che ha già capito gli equilibri della Casa, quella che va dritta e crea dinamiche senza troppi calcoli. Più affettuoso ma anche più riflessivo il giudizio su Raimondo Todaro, descritto come uno che tende a evitare gli scontri ma che scatta quando gli si tocca la morale. Su Dario Cassini, invece, Rossella ha un piccolo rimpianto: secondo lei poteva essere un concorrente fortissimo, ma si è impantanato troppo nella vicenda delle pillole e nello scontro con Antonella Elia.

                Selvaggia Lucarelli al GF Vip? “Non è ancora lei”
                Il passaggio più interessante, però, arriva quando si parla di Selvaggia Lucarelli. Rossella non la boccia, ma la osserva con un certo spaesamento. È come se la vedesse in una casa diversa da quella in cui è abituata a incontrarla. A Ballando con le Stelle, dice, Selvaggia ha spazio, ritmo, centralità, mentre al GF Vip deve muoversi in un contesto diverso, più caotico, dove i concorrenti le parlano sopra e dove persino Ilary Blasi si concede battute che, fa capire Rossella, altrove non sarebbero passate con la stessa leggerezza. Il verdetto è netto e destinato a far rumore: per lei Lucarelli non è ancora quella che conosce davvero. Sta ancora prendendo le misure, sta ancora cercando la sua collocazione. Una frase apparentemente morbida, ma che dentro ha tutta la sostanza di una vera stilettata.

                Canzonissima contro Amici, la scelta che spiazza
                Poi arriva la confessione che farà discutere i fan del sabato sera: Rossella Erra ha preferito Canzonissima ad Amici. Non per partito preso, assicura, perché Amici lo segue da sempre e continua ad apprezzarne i volti e la formula rodata. Però stavolta ha scelto di vedere in diretta il programma di Milly Carlucci e non ha mai cambiato canale. Il motivo? Il racconto umano, le sorprese, le emozioni cucite addosso agli artisti. Rossella descrive Canzonissima come un vecchio abito tirato fuori da un baule che, con i giusti aggiustamenti, sta ancora benissimo. Una definizione furba, nostalgica e televisivamente perfetta. E in controluce si sente anche tutta la sua fedeltà alla scuola Rai e al mondo di Milly, che per lei resta un marchio identitario prima ancora che professionale.

                Insomma, Rossella Erra torna in scena e lo fa da Rossella Erra: verace, istintiva, affilata. E in un colpo solo riesce a dire che Alessandra funziona, che Dario si è perso, che Selvaggia non è ancora al massimo e che tra Maria De Filippi e Milly Carlucci, almeno stavolta, il suo telecomando ha scelto senza esitazioni.

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