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Televisione

Can Yaman: sul set di Sandokan con foto e video delle riprese!

Con il suo magnetismo innato e la sua bellezza mozzafiato, Can Yaman è diventato rapidamente un’icona del sex appeal e della grazia maschile. L’attore e modello turco, nel ruolo di Sandokan rende questo leggendario personaggio ancora più indimenticabile.

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    Dopo quasi cinquant’anni dall’epoca di Kabir Bedi che interpretò il colossal “Sandokan”, ora è lui il nuovo protagonista, Can, con il suo carisma, con i suoi occhi scuri, continuano le riprese della a differenza di quelli verdi di Kabir, che catturano l’immaginazione e un talento indiscusso.

    Can durante una pausa delle riprese sul set di “Sandokan”

    “Quando ho deciso di venire in Italia più di 3 anni fa, dice Can, principalmente per interpretare Sandokan, era il Gennaio 2021, ci siamo messi subito a lavorare insieme con gli stunt. Mi hanno addestrato per 5 mesi di fila. E poi per vari motivi non abbiamo potuto realizzare questo gran progetto. Ce la facciamo solo ora nel 2024“. Si confida così Can Yaman, l’attore turco chiamato ad interpretare il ruolo da protagonista del film.

    Con lo sguardo intenso e un sorriso accattivante, Yaman incarna l’essenza della virilità moderna e della sensualità. La sua presenza carismatica sullo schermo è accompagnata da un talento innato per l’interpretazione, che lo ha reso una figura di spicco nell’industria dell’intrattenimento.

    Can durante le riprese del film “Sandokan”

    Nel ruolo del leggendario pirata Sandokan, Can è un eroe d’avventura dallo sguardo penetrante e un carisma innato, Yaman porta alla vita questo iconico personaggio con una combinazione di grinta, passione e romanticismo.

    Inn foto, Alessandro Preziosi (Yanez) e a destra Ed Westwick (Lord Brooke)

    Ad affiancare Yaman, Alanah Bloor nel ruolo della Perla di Labuan (Lady Marianna Guillonk), Ed Westwick (il Chuck di Gossip girl) nei panni dell’antagonista Lord Brooke e Alessandro Preziosi, che darà vita al fedelissimo corsaro portoghese Yanez de Gomera.

    Alcuni scatti fotografici sul set del film

    Le riprese ci trasportano in un mondo di avventura e intrighi. La sua abilità nel trasmettere la determinazione e la forza di Sandokan è sorprendente, mentre il suo sorriso affascinante e il suo atteggiamento disinvolto lo rendono un eroe amato dalle masse.

    Can e Alanah Bloor fuori dal set

    Ma non è solo l’aspetto fisico ad attirare l’attenzione su Can, ma ha anche dimostrato di possedere una profonda versatilità artistica, passando con disinvoltura da ruoli romantici, avvincenti e polizieschi a personaggi più complessi e intensi, dimostrando così la sua abilità di coinvolgere il pubblico in una varietà di emozioni.

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      Televisione

      Mario Tozzi pronto al secondo sì: nozze segrete in arrivo con Silvia Ripà, amore lontano dai riflettori

      Mario Tozzi, geologo e divulgatore Rai, si prepara a risposarsi. Al suo fianco Silvia Ripà, archeologa e docente, con cui vive una relazione riservatissima lontana dai riflettori.

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        Abituato a raccontare il mondo con rigore scientifico, Mario Tozzi questa volta sorprende tutti scegliendo il silenzio. E proprio da quel silenzio emerge una notizia destinata a far rumore: il volto di Sapiens è pronto a risposarsi. Nessun annuncio ufficiale, nessuna intervista celebrativa, solo indiscrezioni che raccontano una decisione già presa e un matrimonio previsto nei prossimi mesi.

        Un amore lontano dalle telecamere

        A differenza di molti personaggi pubblici, Tozzi ha sempre difeso con fermezza la propria vita privata. “La mia vita privata non è interessante”, aveva dichiarato nel 2021, liquidando ogni curiosità. E invece qualcosa è cambiato. Accanto a lui c’è Silvia Ripà, archeologa, docente universitaria ed editrice. Una relazione costruita lontano dai riflettori, senza esposizione mediatica e senza concessioni al gossip. Un legame che oggi arriva a un passo importante, quello delle nozze.

        Una differenza che non pesa

        Tra Tozzi e Silvia Ripà ci sono quasi trent’anni di differenza, ma il dato anagrafico sembra restare sullo sfondo. Nessuna ostentazione, nessuna difesa pubblica: semplicemente una storia che è cresciuta nel tempo fino a diventare abbastanza solida da portare a una scelta definitiva. Per Tozzi si tratterà del secondo matrimonio, dopo un passato che ha sempre preferito tenere lontano dall’attenzione mediatica.

        Tra lavoro e vita privata, equilibrio perfetto

        Nel frattempo, la carriera del divulgatore prosegue senza scosse. Il pubblico continua a seguirlo su Rai 3, dove il suo stile diretto e rigoroso ha costruito un rapporto di fiducia con gli spettatori. E forse è proprio questo equilibrio tra esposizione pubblica e riservatezza privata a rendere la notizia ancora più sorprendente: perché, quando Tozzi decide di fare un passo del genere, lo fa senza rumore, ma con la solidità di chi non ha bisogno di raccontarsi per essere creduto.

        Le nozze, a questo punto, sono solo questione di tempo. E come tutto il resto, probabilmente arriveranno senza clamore, ma con la stessa coerenza che ha sempre contraddistinto il suo percorso.

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          Televisione

          Barbara D’Urso porta Mediaset in tribunale: la guerra con il Biscione riapre ferite, conti e vecchi rancori mai davvero spenti

          Dietro lo scontro tra Barbara D’Urso e Mediaset non ci sarebbe solo una separazione professionale, ma una battaglia su diritti, interferenze e promesse mancate. E mentre spuntano cifre pesanti, riaffiora anche il vero nodo della rottura.

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            Altro che addio consensuale, strette di mano e sorrisi di circostanza. Tra Barbara D’Urso e Mediaset la partita si è riaperta nel modo più rumoroso possibile: con una denuncia, dopo il fallimento del tentativo di mediazione. E a quanto pare, dalle parti di Cologno Monzese, più di qualcuno avrebbe avuto un sobbalzo ripensando non solo alla portata del contenzioso, ma anche al peso economico avuto per anni dalla conduttrice dentro l’universo del Biscione. Perché quando si parla di Barbara D’Urso non si parla di una semplice ex conduttrice, ma di uno dei volti più redditizi, discussi e identitari della televisione Mediaset degli ultimi decenni.

            La rottura che non si è mai davvero chiusa

            La sensazione, infatti, è che quella separazione non sia mai stata davvero archiviata. Ufficialmente, Barbara D’Urso era stata inizialmente confermata alla guida di Pomeriggio 5. Poi qualcosa si è incrinato. A pesare, secondo quanto filtra, sarebbe stata la richiesta di ottenere anche due prime time stagionali. Una pretesa considerata eccessiva ai piani alti, proprio nel momento in cui l’azienda stava cercando di ridisegnare immagine, linguaggio e volti della rete. Da lì, il precipitare degli eventi. E oggi quel passato torna a bussare con forza, trascinando nella vicenda parole pesanti come diritti, interferenze e responsabilità reciproche.

            I soldi, il potere e il prezzo di una stagione tv

            C’è poi il capitolo economico, che ovviamente non è secondario. A Cologno, si dice, qualcuno questa mattina avrebbe fatto un salto dalla sedia ricordando i circa 35 milioni di euro incassati da Barbarella nei suoi anni a Mediaset, introiti pubblicitari esclusi. Una cifra che basta da sola a raccontare il peso specifico della conduttrice nel sistema televisivo del gruppo. Per anni Barbara D’Urso è stata molto più di un volto di rete: è stata una macchina da ascolti, una fabbrica di ore di diretta, una presenza costante capace di presidiare il pomeriggio, la sera e il dibattito pubblico con uno stile che si poteva amare o detestare, ma che di certo non passava inosservato.

            L’ironia del destino e il convitato di pietra

            E qui arriva l’ironia, quella vera, quasi crudele. Perché fu proprio Pier Silvio Berlusconi, nel 2003, a piazzarla alla conduzione del Grande Fratello, contribuendo in modo decisivo a rafforzare il suo ruolo nella galassia Mediaset. Oggi, invece, è sempre il suo nome a restare sullo sfondo di una rottura che ha il sapore della resa dei conti. Da una parte una conduttrice che non accetta di essere stata spinta fuori dai giochi. Dall’altra un’azienda che ha scelto di voltare pagina, ma che adesso si ritrova costretta a fare i conti con il passato che credeva chiuso in archivio.

            La verità è che, dietro il caso Barbara D’Urso, non c’è soltanto una questione legale. C’è una guerra di memoria, di potere e di posizionamento. E c’è soprattutto una domanda che continua a galleggiare nell’aria televisiva italiana: davvero una storia così ingombrante poteva finire in silenzio? Evidentemente no.

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              Televisione

              Cloris Brosca, dalla “luna nera” al silenzio: il successo travolgente, le scelte controcorrente e la vita lontano dalla tv

              Attrice simbolo degli anni ’90, Brosca ripercorre la sua carriera tra incontri illustri, occasioni rifiutate e una scelta chiara: non sfruttare il personaggio a ogni costo, ma restare fedele a se stessa.

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                C’è stato un tempo in cui bastavano due parole per entrare nell’immaginario collettivo: “la luna nera”. A pronunciarle era Cloris Brosca, nei panni della misteriosa cartomante di Luna Park, programma cult della Rai degli anni ’90. Un successo immediato, potente, quasi ingestibile. Ma dietro quella popolarità improvvisa si nasconde una storia molto meno lineare di quanto si potrebbe pensare.

                Il successo improvviso e la fama difficile da gestire

                Cloris Brosca si è trovata nel pieno di un fenomeno televisivo senza aver costruito gli strumenti per governarlo. “Non ho avuto la capacità manageriale per sfruttare l’affetto del pubblico”, ammette oggi con una lucidità che sorprende. Nessuna recriminazione, nessun rimpianto gridato, ma la consapevolezza di aver scelto un percorso diverso rispetto a quello che molti si sarebbero aspettati.

                La fama, del resto, aveva anche un lato oscuro. “Mi afferravano per strada come un animale”, racconta, restituendo l’immagine di una popolarità invadente, quasi aggressiva. Un successo che invece di aprire porte, in certi momenti ha rischiato di chiuderle, trasformando un personaggio televisivo in una gabbia difficile da gestire.

                Le scelte controcorrente e le occasioni rifiutate

                In quel contesto, Brosca prende decisioni che oggi appaiono controcorrente. Rifiuta proposte economicamente allettanti, come quelle dei call center di astrologia, per una ragione semplice ma netta: non voleva ingannare il pubblico. Una posizione che, nel pieno degli anni ’90, quando quel tipo di business era in forte espansione, non era affatto scontata.

                Parallelamente, la sua carriera si muove su binari più profondi e meno esposti. Gli incontri con figure come Gigi Proietti, Massimo Troisi, Giuseppe Tornatore e Marcello Mastroianni segnano il suo percorso artistico, mentre cresce il desiderio di tornare a una dimensione più autentica. Teatro, scrittura, lavoro sociale: Brosca si allontana dal clamore televisivo per cercare un equilibrio diverso, lontano dai riflettori ma più vicino a se stessa.

                Il ritorno e un cerchio che si chiude

                Negli ultimi anni, quasi con ironia, la sua storia ha trovato un nuovo punto di contatto con il passato. Il ritorno sul piccolo schermo ne Il paradiso delle signore, ancora una volta nei panni di una cartomante, ha riportato alla memoria quel personaggio che l’aveva resa celebre. Ma con una differenza sostanziale: questa volta senza il rischio di esserne travolta.

                Oggi Cloris Brosca appare come un esempio raro di carriera non costruita sull’accumulo di visibilità, ma su scelte precise, anche a costo di rinunciare. La “luna nera” resta un simbolo, ma non è più una prigione. È solo una parte di un percorso più complesso, fatto di deviazioni, consapevolezze e di una libertà conquistata lontano dai riflettori.

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