Connect with us

Personaggi e interviste

Wanda torna in Argentina e Mauro patisce in Turchia

Mentre Wanda Nara si concentra sui suoi impegni professionali e sulla cura dei suoi figli, Icardi affronta un periodo difficile, con il Galatasaray preoccupato per il suo stato di salute fisica e mentale.

Avatar photo

Pubblicato

il

Wanda Nara e Mauro Icardi

    Belli i tempi quando Wanda Nara e Mauro Icardi si amavano alla follia e non perdevano mai l’occasione per immortalare -come nella foto – la loro passione. Per la felicità e curiosità dei follower. Poi è arrivata la rottura con la separazione. Lui relegato a giocare in Turchia, ben pagato per carità, ma lontano dagli affetti e dai figli. E lei che dopo un po’ ha deciso che non ha più motivi validi per restare in Italia. E quindi? Quindi Wanda ha deciso di tornare a vivere in Argentina con i cinque figli fondamentalmente perché non ha più voglia di conoscere nessuno e vuole seguire i suoi figli da vicino.

    I contratti di Nara in Argentina

    La decisione di tornare a Buenos Aires, portando con sé i suoi cinque figli, arriva dopo la separazione definitiva dall’attaccante del Galatasaray. La showgirl si sta preparando per iniziare una nuova avventura. A breve, infatti, partiranno le riprese di “Bake Off” che si girerà in Argentina. In più riprese la showgirl ha sottolineato che al momenti non ho voglia di conoscere nessuno perché il lavoro assorbe molto del suo tempo e soprattutto vuole focalizzare le sue attenzioni sul suo cuore e la sua persona.

    Nuovo look e frangetta nera

    Nara ha mostrato un nuovo look, con capelli lunghi e scuri e frangetta corta, e ha confermato il trasferimento durante una sessione di domande-e-risposte su Instagram. Durante l’intervista ha più volte sottolineato come dopo aver preso la decisione di ritornare in Argentina l’atmosfera in famiglia è migliorata. “I miei figli sono felici e anche io mi sveglio così. Andrò a vivere nella mia casa di Buenos Aires“.

    La malattia che ha rimescolato le carte…

    La separazione, che non è ancora stata ufficializzata con il divorzio, è stata chiesta da Wanda stessa, come ha spiegato il suo avvocato, Ana Rosenfeld. La rottura era già stata annunciata in passato, ma la coppia aveva tentato una riconciliazione poco prima che Wanda scoprisse di essere affetta da leucemia mieloide cronica.

    Intanto Mauro dimagrisce un po’ troppo…

    Dal canto suo, Mauro Icardi sembra aver subito un duro colpo dalla separazione. Il giornalista argentino Gustavo Mendez ha riferito che Icardi appare depresso, ha perso sei chili e si è presentato smagrito al ritiro in Austria del Galatasaray. Nonostante una stagione brillante con 32 gol, il calciatore ora mostra segni evidenti di stress emotivo. L’amore fa questi giochi…

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Personaggi e interviste

      Sydney Sweeney senza filtri su Euphoria: “Il nudo non mi imbarazza, ma alcune scene erano inutili”

      Protagonista di scene di nudo in Euphoria, Sydney Sweeney chiarisce la sua posizione: nessun disagio durante le riprese, ma la consapevolezza di poter chiedere tagli quando il racconto non lo richiede davvero

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Sydney Sweeney torna a parlare del suo ruolo in Euphoria e lo fa con una chiarezza che spiazza. L’attrice, diventata uno dei volti più riconoscibili della serie HBO, affronta senza imbarazzo il tema delle scene di nudo che hanno accompagnato il suo personaggio, rivendicando però anche il diritto di porre dei limiti.

        “Non mi sono mai sentita a disagio”
        Nel corso delle interviste, Sweeney ha spiegato di non aver mai provato nervosismo durante le riprese delle scene più esposte. Un approccio diretto, quasi disarmante, che riflette il rapporto consapevole con il proprio lavoro. Per lei, il nudo non è mai stato un problema, né qualcosa da cui difendersi, ma parte di una costruzione narrativa più ampia.

        Il diritto di dire basta: “Non ne abbiamo bisogno”
        Ma c’è un punto che l’attrice tiene a sottolineare: non tutte le scene sono necessarie. Proprio per questo, in alcune occasioni, ha chiesto che determinate sequenze venissero tagliate. “Non ne abbiamo bisogno”, avrebbe detto, ribadendo che ogni scelta deve avere un senso all’interno della storia. Una presa di posizione che racconta una nuova consapevolezza nel mondo delle produzioni televisive.

        Tra libertà e controllo: il nuovo equilibrio sul set
        Il caso di Sydney Sweeney diventa così emblematico di un cambiamento più ampio. Non si tratta più solo di accettare o rifiutare un ruolo, ma di partecipare attivamente alla costruzione del personaggio, anche nei dettagli più delicati. In Euphoria, il suo percorso passa anche da qui: dalla capacità di esporsi, ma senza rinunciare al controllo.

          Continua a leggere

          Personaggi e interviste

          Max Cavallari: “Dopo il malore volevo smettere. Ma Bruno mi diceva di continuare”

          Dal primo incontro in un villaggio turistico agli anni d’oro dei Fichi d’India, passando per il malore che ha cambiato tutto: Max Cavallari racconta Bruno Arena, le risate, i tormentoni, i successi e i dolori mai detti. E promette: «Un giorno racconterò quello che è successo davvero a Zelig».

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Bruno Arena non se n’è mai davvero andato. A raccontarlo è Max Cavallari, che da anni porta avanti da solo il nome dei Fichi d’India. Parlando del suo compagno di scena e di vita, Max usa sempre il «noi», come se Bruno fosse ancora lì, seduto accanto a lui, pronto a sparare una battuta fuori tempo, a infilarsi in un altro tormentone nato dal nulla.

            Max, quanto le manca Bruno?
            «Tanto. Ma è come se fosse sempre presente tramite me. Vado ancora in scena con il suo Maggiolino giallo: l’ho comprato apposta, per averlo vicino. La gente nei miei spettacoli riscopre i nostri personaggi. Ormai le vere amicizie sono rare: a volte è meglio la solitudine».

            Un legame che non era solo professionale: era anche familiare.
            «Bruno era pure mio cognato: ho avuto una figlia dalla sorella di sua moglie. Sono padrino di suo figlio, lui è padrino della mia Alice. Ci vedevamo a Natale, ai compleanni. Per il resto, eravamo come due poli opposti. Ma era lo zio della mia bambina, che oggi ha 32 anni».

            La vostra comicità?
            «Era avanspettacolo puro. Facevamo ridere con poco: venivamo dal popolo, raccontavamo personaggi veri, senza filtri, senza regole. Eravamo clown, quelli veri. Oggi, la comicità è solo volgarità».

            Dopo il malore di Bruno, ha pensato di smettere?
            «Sì, volevo mollare tutto. Ma quando andavo a trovarlo, lui mi faceva capire che dovevo continuare. Gli amici sono spariti, i parenti pure, tranne i suoi genitori. I fan, invece, mi hanno telefonato, mi hanno spinto a ricominciare. E sono ancora Max Cavallari dei Fichi d’India».

            C’è una battuta che più di tutte le riporta a lui?
            «I tormentoni “ahrarara” e “tichi tic”. Con quelle due parole mi sono comprato casa. “Ahrarara” nasce da un gioielliere con la erre moscia, Sergio Baracco: Bruno si era talmente immedesimato che una volta si infilò un topazio finto nel naso e finì al pronto soccorso».

            Una delle prime vendette tra voi?
            «Gli regalai una bicicletta Bianchi con le ruote bucate. Per ripicca minacciò di scassarmi la mia. Lui andava in bici a Colorado, io arrivavo con una Porsche cabrio. Una notte, Pier Silvio Berlusconi vide noi due, la Porsche e la bici e chiese: “Ma guadagnate uguale?”».

            È vero che all’inizio vi stavate sulle palle?
            «Sì, tanto. Lui era allenatore di basket all’oratorio, io ero il ragazzino imbranato. In squadra c’era uno che si chiamava Cavallari e faceva sempre canestro: Bruno non lo faceva mai giocare, solo per il cognome!».

            Il numero 17, una ferita mai chiusa.
            «Bruno odiava il 17: era il giorno dell’incidente che gli aveva lasciato i buchi in fronte. Ogni 17 del mese si bloccava, non faceva nulla. E il 17 gennaio 2013 fu il giorno del suo malore. Io me lo sono tatuato: 1+7 fa 8, il giorno in cui sono nato».

            Perché vi chiamavate Fichi d’India?
            «Perché sono frutti pungenti fuori e dolci dentro. Proprio come noi».

            Come vi siete conosciuti artisticamente?
            «A Palinuro. Bruno lavorava nei villaggi Touring, io in un’altra struttura. Ci trovammo in una discoteca, il Ciclope, dove c’era pure un ragazzino scatenato che saltava come un pazzo. Era Jovanotti. Bruno mi prese subito in giro: “Ah, sei quel cretino che non mi fa giocare a basket?”».

            L’incontro con Benigni?
            «Indimenticabile. Ci mandò un’auto a prenderci: pensavamo a una limousine, arrivò un rottame di Opel. Ma era tutto vero: Roberto fa lavorare chi ha bisogno. Ci voleva al Festival di Sanremo come Gatto e Volpe, ci definì “gli ultimi clown del millennio”. Ridevamo: improvvisavamo tutto, ma ce la cavavamo sempre».

            Con Maurizio Costanzo un altro legame forte.
            «Una mente geniale. Dormiva tre ore per notte. Anche in vacanza creava un ufficio in piscina: non riusciva a smettere di lavorare».

            Oggi ci sono ancora veri comici?
            «Pochi. Far ridere è diventato difficile. Tutti sono incattiviti. Prima bastava poco. Anche Zelig ha dato quello che poteva. Anzi, lì un giorno racconterò quello che hanno fatto davvero a Bruno. È una storia pesante».

              Continua a leggere

              Personaggi e interviste

              Camere separate per un amore che vince sulle differenze, quello fra “zia” Mara e il suo Nicola

              Sono una delle coppie più solide del mondo dello spettacolo. La loro storia d’amore, nata per caso, si è rafforzata nel tempo superando ostacoli e incomprensioni. Tra litigi iniziali, abitudini diverse e una soluzione inaspettata per la convivenza, il loro legame si è consolidato, portandoli a condividere una vita fatta di complicità e amore maturo.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

                Era il 19 settembre 2000 quando Mara Venier e Nicola Carraro si sono incontrati per la prima volta. Una data significativa per la conduttrice, che dieci anni prima aveva vissuto un dolore profondo. Organizzata dall’amica Melania Rizzoli, la cena che li ha fatti conoscere non è stata un colpo di fulmine immediato, ma l’inizio di qualcosa di speciale.

                Un modello vincente

                Due persone che rappresentano alla perfezione il concetto che l’amore vero va oltre le difficoltà, le differenze e gli ostacoli. Con rispetto, pazienza e tanta complicità, hanno costruito una storia che dura da 25 anni e che continua a emozionare. Una lezione di vita e di amore che mostra come, con la giusta persona, ogni difficoltà possa trasformarsi in un’opportunità per crescere insieme.

                Da una cena alla scoperta di un amore autentico

                La prima impressione di Mara nei confronti di Nicola non è stata delle migliori: il suo look “da cumenda” non la convinceva. Ma quando lui le disse che sapeva della sua abilità nel cucinare la pasta e fagioli, la sorpresa e la curiosità presero il sopravvento. Dopo qualche incontro, tra amici e serate spensierate, l’amore ha iniziato a farsi strada.

                L’amore sotto i riflettori e la fuga ai Caraibi

                Quando i paparazzi li scoprirono insieme, Nicola tentò di evitare che le foto venissero pubblicate, ma Mara lo convinse a lasciar perdere e a usare quei soldi per un viaggio. Partirono per le isole Turks e Caicos, dove Nicola la conquistò definitivamente con una frase semplice ma profonda: “Qui ho letto tutti i libri che non avevo mai letto”

                Superando le distanze

                Negli anni, la coppia ha vissuto tra Roma e Milano, con lei impegnata in televisione e lui che la seguiva con affetto. Quando Nicola ha avuto problemi di salute, Mara ha deciso di trasferirsi più stabilmente a Milano, per essergli vicino. La loro storia dimostra che l’amore maturo è fatto di scelte, sacrifici e una dedizione reciproca che va oltre la passione iniziale.

                Il segreto della loro armonia? Si chiama “camere separate”

                Come in ogni coppia, anche tra loro non sono mancati i litigi: la sigaretta di troppo, l’aria condizionata accesa, la tv di notte. La soluzione? Dormire in camere separate! Una scelta che ha portato serenità e che entrambi considerano un segreto per un matrimonio felice.

                Proposta a sorpresa

                Nicola Carraro ha chiesto a Mara di sposarlo la notte di Capodanno del 2005, inginocchiandosi a Dubai. Un momento indimenticabile che ha suggellato il loro amore. Il matrimonio, previsto per pochi intimi, si trasformò in una grande festa con 500 ospiti e la musica di Iva Zanicchi e dei Cugini di Campagna.

                L’amore oltre il successo

                Oggi Mara continua a essere un volto amato della televisione, divisa tra Domenica In e il nuovo impegno con Carlo Conti. Ma il suo cuore resta sempre accanto a Nicola, con cui ha costruito una relazione solida e autentica.


                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie