Sport
Dal mare alle stelle: comincia oggi la sfida epica tra Luna Rossa e Ineos Britannia
Chi vincerà il titolo di sfidante ufficiale per la Coppa America? Luna Rossa punta sul lavoro di squadra e l’esperienza, mentre Ineos Britannia ha dalla sua il budget e la potenza di Sir Ben Ainslie.
Luna Rossa e Ineos Britannia da giovedì 26 settembre si contenderanno il posto di sfidante del team defender New Zealand nella 37esima edizione della America’s Cup. L’equipaggio italiano in semifinale ha superato American Magic (5-3), mentre gli inglesi hanno battuto ed eliminato Alinghi (5-2): ora dunque ecco l’ultimo atto della Louis Vuitton Cup, anticamera della Coppa America.
La sfida tra Luna Rossa e Ineos Britannia per la finale della Vuitton Cup rappresenta un momento cruciale per stabilire chi diventerà il Challenger ufficiale di New Zealand nella prossima Coppa America. Questa competizione non si gioca solo in acqua, ma anche dietro le quinte, tra progetti innovativi e team di esperti. Mentre Luna Rossa si è rafforzata come gruppo unito e coeso, Ineos può contare su un budget senza precedenti, con partnership tecnologiche di alto livello e un uomo d’affari come Sir Jim Ratcliffe a supporto.
Luna Rossa, il team coeso e l’esperienza di Spithill e Bruni
Luna Rossa, guidata dai timonieri Jimmy Spithill e Francesco Bruni, ha dimostrato di essere un team affiatato. La squadra, che ha lavorato intensamente negli ultimi tre anni, si distingue per la stabilità e la continuità all’interno del gruppo, creando un ambiente di lavoro sereno e produttivo. “Essere un team è l’elemento più difficile da raggiungere”, ha dichiarato Grant Dalton. E Luna Rossa sembra aver fatto centro.
Gli uomini di Luna Rossa, che vivono e si allenano a Cagliari, sono considerati tra i migliori nel saper gestire questi sofisticati “videogiochi volanti”, le barche AC75 che possono raggiungere velocità medie di 90 km/h. Con Spithill e Bruni alla guida e trimmer come Andrea Tesei e Umberto Molineris, il team italiano ha dimostrato di saper volare letteralmente sopra l’acqua, grazie a una perfetta coordinazione e a un’affinata modalità di comunicazione a bordo.
Ineos Britannia, il budget e la potenza di Ben Ainslie
Dall’altra parte, Ineos Britannia si presenta come il team con il maggior budget e una progettualità audace. Grazie al supporto finanziario di Sir Jim Ratcliffe, proprietario di due superyacht e appassionato di sport estremo, Ineos ha potuto investire in ricerca e sviluppo, modificando la barca in corso d’opera con l’aiuto di designer provenienti dalla Formula 1. Nonostante qualche problema iniziale, Ben Ainslie ha fatto progressi evidenti nelle prestazioni della barca, grazie anche alla sostituzione di Giles Scott con Dylan Fletcher, un cambiamento che ha alleggerito il peso a bordo di ben 20 kg, fondamentale per migliorare la velocità.
La sfida finale e il ruolo della tecnologia
In una competizione dove ogni dettaglio fa la differenza, la tecnologia e l’affinamento delle strategie di comunicazione a bordo sono elementi chiave. Luna Rossa sembra avere un vantaggio su questo fronte, con una comunicazione perfettamente orchestrata che permette all’equipaggio di eseguire le manovre al momento giusto. In condizioni di vento leggero, come quelle che hanno caratterizzato i primi Round Robin, le capacità tattiche e la sensibilità dei timonieri diventano determinanti.
Sir Ben Ainslie e la medaglietta di Santa Rita
Dietro ogni grande sfida, c’è sempre un tocco di superstizione. Sir Ben Ainslie, che ha voluto chiamare la sua barca Britannia, porta con sé in ogni regata una medaglietta di Santa Rita, ricevuta dalla madre durante i Campionati del Mondo di Lanzarote. Un gesto simbolico che dimostra quanto anche i grandi campioni, a volte, abbiano bisogno di un piccolo amuleto per affrontare le sfide più dure.
La finale di Vuitton Cup promette di essere un confronto avvincente tra due filosofie opposte: quella del team compatto e affiatato di Luna Rossa e quella dell’innovazione tecnologica e della potenza economica di Ineos Britannia. Chi la spunterà? Per ora, l’unica certezza è che sarà uno spettacolo da non perdere.
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Calcio
Mauro Icardi batte ancora Wanda Nara in tribunale: respinte le richieste da oltre 480 mila euro al mese
Nuova vittoria giudiziaria per Mauro Icardi nella lunga battaglia con Wanda Nara. Il Tribunale di Milano ha respinto le richieste economiche avanzate dalla showgirl argentina, mentre il calciatore ha festeggiato sui social.
La guerra legale tra Mauro Icardi e Wanda Nara registra un altro capitolo favorevole al calciatore. Il Tribunale di Milano ha infatti respinto le richieste economiche avanzate dalla showgirl argentina nell’ambito della causa di divorzio, confermando una decisione che l’ex capitano dell’Inter ha accolto con evidente soddisfazione.
A dare la notizia è stato lo stesso Icardi attraverso una storia pubblicata su Instagram. «Buongiorno Milano! Da queste parti sono tutte buone notizie. È arrivata una nuova decisione», ha scritto il bomber, celebrando quella che considera una nuova vittoria nella lunga contesa giudiziaria con l’ex moglie.
Mauro Icardi esulta sui social dopo la sentenza
Nel messaggio pubblicato online, Icardi ha anche elencato le richieste economiche che, a suo dire, erano state avanzate nel procedimento di divorzio. Il calciatore ha parlato di 250 mila euro al mese destinati a Wanda Nara, 65 mila euro mensili per ciascuna delle due figlie e altri 100 mila euro al mese come assegno divorzile.
Il Tribunale di Milano avrebbe respinto queste richieste, rafforzando la posizione del calciatore in una vicenda che da mesi si gioca non solo nelle aule di giustizia, ma anche sui social network, dove entrambi i protagonisti hanno spesso raccontato la propria versione dei fatti.
Una separazione che continua a far discutere
Quella tra Mauro Icardi e Wanda Nara resta una delle separazioni più mediatiche degli ultimi anni. Tra accuse reciproche, udienze e continui botta e risposta, ogni decisione dei tribunali finisce inevitabilmente sotto i riflettori.
L’ultima pronuncia del Tribunale di Milano rappresenta un nuovo punto a favore dell’attaccante, anche se la battaglia legale tra i due ex coniugi appare tutt’altro che conclusa.
Calcio
Roberto Mancini torna ct dell’Italia con Ranieri: Malagò riporta gli Azzurri al passato tra polemiche, veti e una Serie A furiosa
Dopo il naufragio del progetto Maldini-Leonardo e il clamoroso dietrofront su Andrea Pirlo, Giovanni Malagò affida di nuovo la panchina azzurra a Roberto Mancini. Al suo fianco ci sarà Claudio Ranieri, indicato come direttore tecnico e presidente del Club Italia.
Roberto Mancini torna ct dell’Italia e il calcio italiano, dopo settimane di annunci, smentite, candidature bruciate e divorzi improvvisi, riavvolge il nastro fino all’ultimo uomo capace di alzare un trofeo con la Nazionale. Giovanni Malagò ha scelto il Mancio per inaugurare il nuovo corso azzurro e gli ha affiancato Claudio Ranieri, destinato a ricoprire il ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia. La presentazione ufficiale andrà in scena domani a Roma, ma il ritorno dell’ex commissario tecnico ha già acceso lo scontro con la Serie A.
La Federazione riparte dunque dalla coppia Mancini-Ranieri dopo giorni che hanno trasformato la scelta del nuovo ct in una specie di mercato calcistico permanente. Prima l’annuncio di un progetto decennale, poi il tentativo di costruire un asse con Paolo Maldini e Leonardo, quindi la candidatura di Andrea Pirlo e infine il crollo dell’intera impalcatura. Malagò ha cambiato strada, ha accantonato il principio del “prima il direttore tecnico e poi il commissario tecnico” e ha deciso personalmente di richiamare l’allenatore che portò l’Italia sul tetto d’Europa nel 2021.
Roberto Mancini ct dell’Italia, il ritorno dopo la fuga in Arabia
Il nome di Roberto Mancini porta con sé la notte di Wembley, la vittoria di Euro 2020 e la serie record di 37 risultati utili consecutivi, ma anche ferite ancora aperte. L’Italia con lui ha mancato la qualificazione ai Mondiali del 2022, eliminata dalla Macedonia del Nord nello spareggio di Palermo, e nell’agosto del 2023 il tecnico lasciò improvvisamente la Nazionale per accettare l’offerta dell’Arabia Saudita.
Proprio quell’addio aveva incrinato in modo profondo il rapporto con la Federazione e con una parte dell’opinione pubblica. Malagò, però, ha spiegato che Mancini si è già scusato e ha indicato quelle scuse come la premessa indispensabile del nuovo matrimonio azzurro. Il presidente federale ha rivendicato apertamente la scelta e ha ricordato che la decisione sul commissario tecnico spetta a lui, anche davanti alle resistenze di una parte del Consiglio federale.
Ranieri diventa l’aggiustatutto del Club Italia
Accanto al Mancio arriverà Claudio Ranieri, l’uomo che nel calcio italiano tutti chiamano quando una situazione comincia a scricchiolare. Dopo una carriera lunghissima in panchina e l’ultima esperienza da dirigente alla Roma, Ranieri dovrebbe assumere il doppio incarico di direttore tecnico e presidente del Club Italia.
Il suo sì definitivo, al momento dell’annuncio di Mancini ai consiglieri, non era ancora arrivato e per questo la Federazione non ha formalizzato subito la nomina. Malagò ha però chiarito di aver condiviso con lui la scelta del nuovo ct. La coppia avrà quattro anni per ricostruire la Nazionale e soprattutto per spezzare un incubo diventato ormai nazionale: l’Italia ha saltato tre edizioni consecutive dei Mondiali e non può più permettersi un altro fallimento.
La Serie A contesta Malagò e chiede più peso
Il ritorno di Mancini non ha convinto i club di Serie A, che chiedevano un coinvolgimento diretto nella scelta. Ezio Simonelli, presidente della Lega, ha poi diffuso una nota di sostegno istituzionale, ma durante il Consiglio federale avrebbe espresso chiaramente la contrarietà delle società al metodo seguito da Malagò.
Il presidente della Figc ha tirato dritto e ha difeso il proprio potere decisionale, trovando anche l’appoggio di Giancarlo Abete. Ha inoltre escluso di aver mai preso seriamente in considerazione Giorgio Chiellini per il ruolo di direttore tecnico, spiegando di non voler coinvolgere dirigenti legati a club che avevano sostenuto la sua candidatura.
Alla fine, dopo il fallimento del progetto Maldini-Leonardo e il passo indietro su Pirlo, il calcio italiano è tornato alla casella di partenza. Mancini riabbraccia la Nazionale, Ranieri assume il ruolo di garante e Malagò mette la firma più pesante della sua presidenza. Ora restano da capire due cose: se il passato saprà davvero costruire il futuro e se il nuovo corso azzurro riuscirà a partire senza trascinarsi dietro le macerie delle ultime settimane.
Calcio
Ferran Torres rompe il silenzio dopo il “bromance” con Marcos Llorente: «Ho una fidanzata, ma vivo da solo»
Dopo giorni di indiscrezioni e commenti social sul rapporto con Marcos Llorente, Ferran Torres parla della propria sfera sentimentale e rivela: «La mia ragazza non vive con me. Potrei essere famoso, ma sono solo».
È senza dubbio il gossip sportivo dell’estate. Da giorni i social non parlano d’altro: Ferran Torres e Marcos Llorente sono finiti al centro dell’attenzione dopo la diffusione di fotografie e filmati che li mostrano particolarmente complici durante le vacanze. Abbracci, effusioni, un bacio sul collo e una confidenza che ha fatto impazzire il web, al punto da spingere molti utenti a chiedersi se tra i due ci fosse qualcosa che andasse oltre una semplice amicizia.




Naturalmente nessuno dei diretti interessati ha mai confermato queste interpretazioni e le immagini, da sole, non consentono di trarre conclusioni sulla natura del loro rapporto. Ma il clamore mediatico è stato enorme e il presunto “bromance” è diventato uno degli argomenti più commentati dell’estate.
«La mia ragazza non vive con me»
In questo contesto arrivano le dichiarazioni di Ferran Torres, che molti hanno interpretato come un modo per raccontare apertamente la propria situazione sentimentale.
«Non ho una famiglia con cui vivo, la mia ragazza non abita con me e il numero dei miei amici non supera i cinque. Potrei essere famoso… ma sono solo.»
Parole che confermano l’esistenza di una relazione e che, inevitabilmente, hanno attirato l’attenzione proprio perché pronunciate mentre continuano a circolare le immagini con Marcos Llorente.
Il gossip continua, ma prove non ce ne sono
Le fotografie hanno alimentato migliaia di commenti e meme. C’è chi vi ha visto semplicemente due amici molto affiatati, chi invece ha parlato di una possibile relazione sentimentale. Al momento, però, nessun elemento permette di andare oltre il terreno delle supposizioni.
Ed è forse proprio questo ad aver reso la vicenda così virale: da una parte immagini che hanno fatto discutere mezzo mondo, dall’altra il silenzio dei protagonisti, rotto solo dalle parole con cui Ferran Torres ha scelto di raccontare la propria vita privata.
Che quelle dichiarazioni servissero anche a spegnere il tam tam del gossip oppure fossero soltanto uno sfogo personale resterà, almeno per ora, materia di interpretazione. Di certo il “caso Ferran-Llorente” continua a monopolizzare il dibattito sui social e difficilmente smetterà di far parlare nelle prossime settimane.
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