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I giapponesi sonnecchiano, i francesi ronfano. Chi dorme non piglia pesci… o sì?

Dal Giappone, dove il riposo è un lusso, alla Francia, patria dei dormiglioni: uno studio rivela che la quantità di sonno ideale varia da Paese a Paese. E no, non è sempre questione di pigrizia.

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    Se c’è un argomento su cui il mondo intero potrebbe litigare (oltre alla pizza con l’ananas), è il numero perfetto di ore di sonno. Perché mentre per i giapponesi le occhiaie sono un distintivo d’onore, in Francia sembra che la vita sia una grande e ininterrotta siesta. E adesso, grazie a una ricerca dell’Università della British Columbia, scopriamo che non esiste una quantità di sonno universale, ma che dipende dal contesto culturale.

    I giapponesi e la guerra al cuscino

    Partiamo dagli estremi. In Giappone, il riposo è praticamente un’attività sovversiva. La media di sonno è di appena 6 ore e 18 minuti a notte, il dato più basso tra i 20 Paesi esaminati. Chi si illude di trovare giapponesi beatamente addormentati nei letti di casa, sbaglia: li troverà invece a sonnecchiare in metrò, in ufficio e persino in piedi, perché il famoso inemuri (dormire a metà) è socialmente accettato. D’altronde, chi lavora tanto, merita di recuperare ovunque possa.

    Francia, il regno dei dormiglioni

    Dall’altro lato dello spettro ci sono i francesi, che raggiungono quasi 8 ore di sonno a notte. In un mondo in cui tutto corre e il tempo per riposarsi sembra una chimera, in Francia la qualità della vita passa anche per il letto. D’altronde, se la gastronomia è un’arte, perché non lo dovrebbe essere anche dormire?

    Tra questi due estremi si piazzano la maggior parte degli altri Paesi, con sonni medi di 7-7 ore e 30 minuti, dal Belgio al Sudafrica, passando per la Nuova Zelanda e il Regno Unito.

    Dormire poco fa male? Non sempre

    Ma a questo punto, la domanda sorge spontanea: i giapponesi vivono male perché dormono meno? Secondo la ricerca, non necessariamente. Gli scienziati hanno scoperto che non esiste un impatto negativo sul benessere quando il numero di ore di sonno è coerente con la cultura di riferimento. In pratica, se tutta la società è abituata a dormire meno, il corpo sembra adattarsi senza subire conseguenze eccessive. Un’idea affascinante, che suggerisce che le linee guida sul sonno dovrebbero essere più flessibili, e non solo basate su calcoli biologici.

    Il sonno cambia con l’età e il genere

    Oltre al fattore culturale, anche l’età e il genere giocano la loro parte. I neonati dormono tantissimo, ma si svegliano in continuazione. Gli adolescenti non vorrebbero mai andare a letto, salvo poi rimanere svegli a guardare video assurdi fino alle 2 del mattino. Gli anziani, invece, faticano a riposare, ma sono esperti nell’arte del pisolino pomeridiano. Le donne, poi, tendono a dormire meno rispetto agli uomini fin dall’adolescenza. Soffrono più spesso d’insonnia e, secondo alcuni studi, sognano meno. Qualcuno potrebbe obiettare che le mamme sono solo fin troppo abituate a non chiudere occhio. Alla luce di tutto ciò, la morale sembra essere che non esiste una regola universale sul sonno, ma è importante che la propria quantità di riposo sia coerente con il contesto di vita.

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      Torna di moda il ciuccio… per adulti: boom in Cina tra sonno, stress e polemiche

      Sempre più adulti in Cina utilizzano ciucci per rilassarsi o dormire meglio. Il prodotto, virale sui social, fa discutere medici ed esperti.

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      ciuccio

        In Cina, il nuovo oggetto del desiderio per molti adulti non è uno smartphone di ultima generazione né un accessorio tecnologico: si tratta di un ciuccio, ma pensato per i grandi. A sorpresa, questo prodotto sta conquistando sempre più utenti, al punto che alcuni negozi online segnalano vendite superiori alle 2.000 unità mensili.

        A renderlo virale è stato un video che ha scatenato un’ondata di commenti: chi li usa sostiene che aiutino a ridurre lo stress, favorire il sonno, combattere l’ansia e persino a smettere di fumare. Il ciuccio per adulti ha una struttura simile a quello per neonati, ma con dimensioni maggiori. Il prezzo varia dai 10 ai 500 yuan (circa 1,40-70 euro), e le varianti cromatiche del supporto soddisfano ogni gusto.

        “Mi rilassa dopo una giornata difficile”, racconta un utente in una recensione. Un altro scrive: “Da quando lo uso, ho meno voglia di fumare”.

        Tuttavia, la comunità medica lancia l’allarme. Zhang Mo, psicologa a Chengdu, avverte: “L’uso del ciuccio può indicare bisogni emotivi non soddisfatti. Meglio affrontare le difficoltà piuttosto che rifugiarsi in comportamenti regressivi”.

        Tang Caomin, dentista della stessa città, evidenzia i possibili danni fisici: “Un uso prolungato può provocare dolori mandibolari, difficoltà nella masticazione e spostamento dei denti. Dopo un anno di utilizzo quotidiano, per più di tre ore al giorno, la dentatura può risultarne compromessa”.

        Un ulteriore rischio, secondo il medico, è che alcune componenti possano essere inalate durante il sonno, con conseguenze potenzialmente gravi.

        Nonostante i pericoli, l’hashtag associato a questi dispositivi ha superato i 60 milioni di visualizzazioni su alcune piattaforme cinesi, dividendo gli utenti tra sostenitori e scettici. “È una follia collettiva”, scrive un commentatore. “Una tassa sulla stupidità”, ironizza un altro.

        Intanto, i ciucci per adulti continuano a vendere. E a quanto pare, succhiare un ciuccio da grandi non è più (solo) un gesto infantile, ma una controversa tendenza da milioni di click.

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          Loch Ness: Le foto di Nessie tenute segrete!

          La caccia si riaccende in Scozia con nuove immagini inedite dell’animale tenute segrete per ben 5 anni. Le immagini, scattate da una donna in vacanza, mostrano una creatura gigante simile ad un’anguilla che si muove lentamente sulla superficie del lago.

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            Chie Kelly, una donna di 52 anni, si trovava in vacanza con la famiglia sulle rive del lago, notò un animale simile ad un’anguilla muoversi nell’acqua. Qualcosa sembrava insolito e fuori dall’ordinario. Nonostante la curiosità, Chie decise di non pubblicare le foto dell’incontro, temendo di essere oggetto di derisione.

            È stato solo di recente che Chie ha deciso di condividere le foto, quando centinaia di volontari si sono mobilitati per partecipare alla ricerca del famigerato “mostro di Loch Ness”.
            All’epoca la donna non voleva affrontare una probabile derisone se avesse condiviso le foto scattate vicino una sponda del lago nel 2018. Stava scattando con la sua macchina fotografica quando a circa 200 metri dalla riva, notò una creatura muoversi da destra a sinistra a velocità costante. Un esperto cacciatore di Nessie ha definito queste immagini le più convincenti degli ultimi decenni.

            Alcune immagini degli avvistamenti a di Loch Ness

            Chi è Nessie, il mostro di Loch Ness…
            Gli avvistamenti del presunto mostro di Loch Ness sono diventati leggendari nel corso degli anni, aumentando il mistero intorno al lago più grande e profondo della Scozia. Fin dagli anni ’30, sono state riportate testimonianze di avvistamenti sia in acqua che sulla terraferma, quando alcuni studenti raccontarono di aver visto un’insolita creatura nelle paludi vicino alla baia di Urquhart.

            Ma un momento chiave nella storia degli avvistamenti è il 1933, quando una fotografia mostrava una creatura sinuosa emergere dall’acqua, alimentò ulteriormente il mito.

            Nonostante le spiegazioni razionali proposte dagli scettici, il fascino del mostro di Loch Ness rimane intatto, continuando a ispirare curiosità e speculazioni intorno a uno dei più grandi misteri della criptozoologia.

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              Fuochi e candele tra i filari: La battaglia contro il gelo nei vigneti

              Una notte fredda ha trasformato i vigneti dell’Abbazia di Novacella in Alto Adige in uno spettacolo suggestivo, con grandi candele che fendono il buio per proteggere i fragili germogli dalle gelate primaverili.

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                Le grandi candele hanno squarciato il buio, illuminando i vigneti dell’Abbazia di Novacella, vicino a Bressanone, in Alto Adige. Non si fa festa tra i filari, ma una lotta contro il gelo, che minaccia i primi germogli, le piccole mele e le neonate albicocche. Con temperature scese a -2 gradi, più invernali che primaverili, i contadini hanno acceso migliaia di piccoli fuochi per proteggere i raccolti.

                Queste temperature invernali, nonostante la stagione, hanno costretto i contadini ad accendere migliaia di fuochi per difendere i raccolti. Ma c’è speranza: nei prossimi giorni le temperature dovrebbero salire, portando sollievo ai frutteti della regione.

                Quali danni provoca all’agricoltura il calo repentino delle temperature
                I crolli improvvisi delle temperature possono avere un impatto significativo sui raccolti agricoli, portando a danni alle colture e compromettendo la produzione alimentare. Queste anomalie termiche, che possono manifestarsi sotto forma di gelate tardive o improvvise diminuzioni delle temperature, rappresentano una minaccia per i primi germogli, le piante in fiore e i frutti appena formati, come appena successo nei vigneti e nei frutteti dell’Alto Adige.

                Le gelate tardive in particolare sono uno dei maggiori pericoli per l’agricoltura primaverile. Quando le temperature scendono al di sotto dello zero dopo un periodo di tempo mite, le piante possono subire danni irreparabili. I fiori possono appassire, i frutti possono congelarsi e le foglie possono bruciarsi, compromettendo la capacità delle piante di produrre raccolti sani e abbondanti.

                I filari protetti dal gelo con le grandi candele accese nella notte

                Le colture più vulnerabili alle gelate primaverili includono la frutta, come albicocche, pesche, ciliegie e mele, così come le coltivazioni come pomodori, peperoni e zucchine. Anche le piante ornamentali e i vigneti possono essere colpiti duramente dalle gelate tardive, causando danni estetici e economici.

                Per proteggere i raccolti dai danni causati dal freddo primaverile, i contadini adottano una serie di misure preventive. Tra queste, l’accensione di fuochi o l’utilizzo di sistemi di irrigazione per creare una barriera di ghiaccio intorno alle piante, l’uso di coperture protettive o teli termici, e l’impiego di tecniche di gestione agronomica per favorire la resistenza delle piante al freddo.

                Ma, nonostante queste precauzioni, le anomalie del freddo in primavera rimangono una sfida costante per gli agricoltori, che devono essere pronti a rispondere rapidamente alle variazioni climatiche per proteggere i loro raccolti e garantire la sicurezza alimentare della domanda di produzione.

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