Moda e modi
Jean Paul Gaultier e il maglione col seno: polemiche e prezzi esorbitanti per il capo irriverente
Ispirato all’iconico reggiseno di Madonna, il maglione con seno ricamato è venduto a 1.150 euro e suscita commenti contrastanti. Se molti utenti lo considerano “non indossabile”, il capo ha già conquistato celebrità come Emma Chamberlain e Angela Nasti.
Un ritorno sulle scene che fa discutere: sebbene Jean Paul Gaultier si sia ritirato dalla moda nel 2020, il brand che porta il suo nome non ha perso l’irriverenza e la provocazione che l’hanno sempre contraddistinto. Questa volta, a far parlare è un maglione che richiama il famoso Cone Bra di Madonna, diventato un simbolo iconico di sensualità e audacia negli anni ’90. Il nuovo “Madone Sweater”, una rivisitazione in chiave moderna del reggiseno a cono, si presenta come un pullover crop in maglia Aran color crema, con maniche a palloncino e collo alto. La particolarità? Un rilievo scultoreo all’altezza del décolleté che riproduce la forma del seno, completo di capezzoli.
Il costo e la reazione del web: un prezzo che fa scalpore
Non solo il design, ma anche il prezzo ha attirato l’attenzione degli utenti del web: 1.150 euro per un maglione che molti considerano non indossabile. Online non sono mancati i commenti pungenti: “Più di mille euro per avere un seno”, “Realizzato per persone con più soldi che cervello” e “Bisogna avere coraggio per indossarlo” sono solo alcune delle reazioni al capo controverso. Ma nonostante le critiche, il “Madone Sweater” ha già trovato il suo pubblico tra le celebrità, sfoggiato da figure come Emma Chamberlain e Angela Nasti.
Un capo che divide: l’audacia di Gaultier non lascia indifferenti
Quindi, un seno ricamato può ancora suscitare tanto scalpore? A giudicare dalla discussione, sì. Jean Paul Gaultier, anche da dietro le quinte, riesce ancora una volta a spingere i confini della moda, provocando e dividendo il pubblico con un capo che rappresenta al tempo stesso arte, provocazione e, per alcuni, eccesso.
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Moda e modi
Come vestirsi a Capodanno 2026: tutte le tendenze moda per brillare nella notte più magica dell’anno
La moda Inverno 2026 detta legge: mini dress tempestati di lustrini, abiti in velluto avvolgente e dettagli originali per un look perfetto. Scopri tutte le tendenze e lasciati ispirare per accogliere l’anno nuovo con stile.
C’era una volta il Capodanno con il semplice tubino nero e una spolverata di rossetto rosso. Oggi, la notte più scintillante dell’anno richiede molto di più: Capodanno 2026 si annuncia come l’evento perfetto per brillare, letteralmente. La parola d’ordine è una sola: osare, seguendo le tendenze moda dell’Inverno 2025 che puntano su abiti sfavillanti, dettagli originali e tocchi di pura eleganza.
Brillare sotto i riflettori
Se volete essere le regine della serata, le paillettes sono le vostre migliori alleate. Dai mini dress agli abiti midi, ogni capo tempestato di lustrini si trasforma in una dichiarazione di stile, catturando la luce e l’attenzione di tutti. Un mini dress tempestato di paillettes dorate, abbinato a sandali gioiello e una pochette metallizzata, è l’ideale per chi vuole brillare dall’inizio alla fine della serata. Per chi preferisce un look più sobrio, ma altrettanto glamour, gli abiti midi con dettagli scintillanti o top impreziositi da paillettes trasparenti da abbinare a pantaloni neri sartoriali sono una scelta elegante e sofisticata.

Filo metallizzato: un tocco di lusso
Gli abiti in filo metallizzato sono un’alternativa perfetta per chi cerca un look sofisticato e moderno. Oro, argento e rame sono le tonalità protagoniste, capaci di valorizzare ogni silhouette con il loro effetto scintillante. Un abito lungo con spacco laterale, tempestato di fili d’oro, abbinato a scarpe tono su tono e orecchini a cascata, è l’outfit ideale per chi ama distinguersi con eleganza. Perfetti anche i completi giacca e pantalone con lavorazioni metallizzate, da portare con décolleté gioiello per un look androgino e chic.

Piume e frange: movimento e audacia
Le piume e le frange sono tornate alla ribalta e dominano la moda di Capodanno 2025. Ideali per chi vuole un look dinamico e unico, questi dettagli donano movimento e carattere a ogni outfit. Un abito corto impreziosito da piume su maniche e orlo è perfetto per un party glamour, mentre le gonne arricchite da frange metalliche regalano un effetto danzante irresistibile. Per chi non ha paura di osare, una giacca decorata con piume abbinata a pantaloni in ecopelle crea un look deciso e originale, ideale per essere la regina del dance floor.

Velluto: eleganza senza tempo
Se cercate un tessuto che unisca calore ed eleganza, il velluto è la scelta perfetta. Questo materiale avvolgente e ricco è l’ideale per creare outfit sofisticati e festivi. Un abito lungo in velluto bordeaux, con scollo profondo e dettagli in pizzo, si abbina alla perfezione con gioielli in oro rosa e tacchi alti. Per un look più moderno, optate per una jumpsuit in velluto nero con dettagli cut-out, da completare con accessori argentati e una clutch minimalista. Il velluto non delude mai, che si tratti di una serata elegante o di un evento informale.

Drappeggi e asimmetrie: sensualità sofisticata
Un abito drappeggiato e asimmetrico è la scelta ideale per chi vuole un look femminile e raffinato. Questi capi valorizzano le curve e creano un effetto fluido e dinamico, perfetto per una serata speciale. Un abito drappeggiato in seta color champagne, abbinato a sandali nude e orecchini pendenti, regala un’eleganza discreta ma irresistibile. Le asimmetrie, come un orlo irregolare o uno scollo monospalla, aggiungono un tocco contemporaneo, rendendo l’outfit unico e memorabile.

Il classico intramontabile: il little black dress
Il little black dress, o tubino nero, resta un evergreen anche per Capodanno, ma con un twist moderno. Per il 2026, il classico abito nero si arricchisce di dettagli come glitter, piume o inserti in tessuti metallizzati. Un tubino nero con scollo a cuore e spalline ricoperte di perle è perfetto per una serata elegante, mentre un modello corto con frange lucenti è ideale per chi vuole muoversi a ritmo di musica tutta la notte. Per un look più sofisticato, optate per un abito lungo con schiena scoperta, da completare con gioielli minimal e tacchi vertiginosi.

Glitter e piume: il mix perfetto per osare
Chi ama essere al centro dell’attenzione non può rinunciare a un mini dress che unisca glitter e piume. Un abito corto interamente ricoperto di lustrini, con uno scollo decorato da piume colorate, è la scelta perfetta per chi vuole lasciare il segno. Completa il look con sandali argentati, una borsa a tracolla scintillante e un make-up luminoso. Questo outfit è pensato per chi non teme di osare e vuole essere ricordato come l’anima della festa.

Effetto vedo-non-vedo: audacia e fascino
Per chi desidera un look audace e sensuale, un abito con effetto vedo-non-vedo è la scelta perfetta. Modelli con aperture strategiche e tessuti trasparenti creano un gioco di seduzione che non passa inosservato. Un mini dress nero con scollo a cuore e pannelli in tulle trasparente, abbinato a décolleté con dettagli gioiello, è perfetto per una serata di festa. Per completare il look, puntate su accessori discreti ma raffinati, come una pochette argentata e un rossetto rosso intenso.

Che il vostro stile sia classico o audace, sobrio o scintillante, il Capodanno 2026 è l’occasione perfetta per esprimere la vostra personalità e brillare nella notte più magica dell’anno. Ora non resta che scegliere l’outfit giusto e salutare il nuovo anno con tutto lo stile e il glamour che meritate.
Moda e modi
“Depression Hair”, la tendenza dei capelli spettinati che divide il web
Nata come gesto di libertà dai canoni estetici, la tendenza dei “capelli da depressione” solleva critiche per l’uso superficiale di un termine legato a un disturbo serio come la depressione
Capelli spettinati, ciocche ribelli e un’aria “appena alzati dal letto”: ciò che un tempo veniva considerato un segno di trascuratezza è oggi una dichiarazione di stile. La nuova tendenza, ribattezzata sui social “depression hair”, nasce come reazione al culto della perfezione e alla pressione estetica imposta da social e passerelle. Tuttavia, dietro un’apparente leggerezza, il nome scelto per questo trend ha acceso un acceso dibattito.
Dalla fretta del mattino alle passerelle
Tutto parte da un look volutamente imperfetto: capelli che sembrano non aver visto una spazzola, riga disordinata, ciocche che cadono dove vogliono. Le modelle lo portano con naturalezza — Gigi Hadid e altre “it-girl” ne sono state tra le prime sostenitrici — durante le sfilate di marchi come Miu Miu e Balenciaga, dove la spontaneità è diventata sinonimo di autenticità.
L’effetto è quello del classico bad hair day trasformato in scelta estetica: un modo per dire addio alle pieghe perfette e celebrare la libertà di non dover apparire sempre impeccabili. In un mondo dove la cura dell’immagine è spesso sinonimo di controllo e rigidità, questo look volutamente spettinato è stato accolto come una piccola ribellione quotidiana.
Una moda che normalizza l’imperfezione
Il successo del “depression hair” è legato anche al suo messaggio: normalizzare il disordine. Per molte persone, abbandonare la spazzola significa scrollarsi di dosso la pressione sociale di essere sempre perfette. In questo senso, l’acconciatura disordinata diventa un simbolo di autenticità e di accettazione di sé, quasi una risposta estetica al perfezionismo digitale che domina Instagram e TikTok.
Tuttavia, la scelta del nome — “depression hair” — non è passata inosservata. Se da un lato l’intento era quello di ironizzare sul look trascurato, dall’altro ha finito per toccare un tema delicato: la depressione, una malattia che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità colpisce più di 300 milioni di persone nel mondo.
Quando la moda banalizza la sofferenza
Molti esperti di salute mentale hanno sottolineato come associare la parola “depressione” a un trend estetico rischi di banalizzare una condizione psicologica complessa. Per chi vive realmente con questo disturbo, trascurarsi non è una scelta di stile ma una conseguenza della malattia: mancanza di energie, apatia, perdita di interesse per la cura personale.
In questo senso, vedere la propria esperienza trasformata in un “look di tendenza” può risultare doloroso. “Usare il termine depressione per indicare un’acconciatura significa ridurre la sofferenza a un gesto frivolo”, hanno commentato diversi psicologi sui social. “La depressione non è una moda e non può essere rappresentata da una piega spettinata.”
Dietro la naturalezza, una regia perfetta
C’è poi un’altra contraddizione: i capelli “spettinati” delle passerelle non sono affatto casuali. Dietro quel disordine studiato c’è il lavoro preciso di hair stylist e make-up artist, che impiegano prodotti e tecniche per ottenere un effetto volutamente naturale. Quello che sembra un segno di trascuratezza è, in realtà, il risultato di una messa in scena accurata.
È una contraddizione che riflette il paradosso della moda contemporanea: celebrare la spontaneità, ma solo se perfettamente costruita.
Una riflessione necessaria
Il dibattito intorno al “depression hair” ci ricorda quanto il linguaggio e le immagini della moda possano influenzare il modo in cui la società percepisce temi sensibili. La libertà di mostrarsi autentici è un valore positivo, ma quando una tendenza prende in prestito termini legati a disturbi mentali, è importante fermarsi a riflettere.
Normalizzare l’imperfezione è un obiettivo nobile, ma farlo senza consapevolezza rischia di travisare esperienze di dolore reale. Perché, come ricordano gli esperti, la depressione non è uno stile di vita, ma una malattia che merita rispetto e ascolto.
Moda e modi
Sciarpe protagoniste dell’autunno: tra cashmere, maxi forme e colori naturali tornano i must-have del guardaroba caldo
Dalle maxi stole alle versioni leggere in lana o cashmere, le sciarpe di stagione uniscono praticità e fascino. Ecco come sceglierle, abbinarle e indossarle con personalità.
Con l’arrivo del freddo, la sciarpa diventa l’accessorio più desiderato del guardaroba autunnale. È un capo che cambia subito l’aspetto di un outfit, capace di passare dal look cittadino a quello più sofisticato con un solo gesto. Quest’anno domina la parola “comfort”: morbidezza, calore e texture naturali sono le parole chiave. Le passerelle hanno decretato il ritorno delle maxi sciarpe, veri mantelli urbani da portare sulle spalle come stole o da annodare con leggerezza per un effetto casual.
Lana, cashmere e colori della terra
Le tendenze autunnali puntano su materiali pregiati e palette naturali. La lana vergine resta un classico, mentre il cashmere conquista per leggerezza e raffinatezza. Accanto ai toni neutri — beige, cammello, grigio perla — fanno capolino i colori caldi del foliage: ruggine, ocra, bordeaux, verde bosco. Perfette con cappotti oversize o giacche sartoriali, le sciarpe diventano il tocco finale per bilanciare volumi e armonizzare il look. Per chi ama osare, tornano anche le fantasie check e i motivi geometrici d’ispirazione vintage.
Come indossarle (con stile)
L’arte di portare la sciarpa sta tutta nel nodo. Annodata al collo in modo morbido per un effetto parigino, avvolta più volte per un look urban, o lasciata cadere libera su un cappotto per un’eleganza rilassata: ogni gesto racconta qualcosa di chi la indossa. Gli stilisti consigliano di abbinarla ai guanti o al cappello, giocando su contrasti di materiali. Ma la regola più importante resta una: deve far sentire bene, avvolgere come un abbraccio. Perché la moda d’autunno non è solo estetica — è un modo di stare al caldo con stile.
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