Connect with us

Cronaca

Poco personale in aeroporto? I ritardi possono essere una circostanza eccezionale

La Corte UE sottolinea l’importanza di un’analisi dettagliata in ogni caso di ritardo dei voli. I passeggeri devono essere consapevoli dei loro diritti e delle possibili vie per ottenere risarcimenti, sia attraverso claim companies che autorità nazionali.

Avatar photo

Pubblicato

il

Sentenza della corte di giustizia europea sui risarcimenti per i ritardi in aeroporto

    La Corte di giustizia europea ha stabilito che la carenza di personale negli aeroporti può configurarsi come una circostanza eccezionale, sollevando la compagnia aerea dall’obbligo di risarcire i passeggeri per ritardi superiori alle tre ore. Tuttavia, la sentenza richiede che ogni caso sia valutato singolarmente, analizzando vari fattori.

    Il caso che ha sollevato la questione e che ha fatto emettere il giudizio alla Corte di giustizia europea riguarda un volo Colonia-Kos, partito con 3 ore e 49 minuti di ritardo a causa della mancanza di personale per il carico dei bagagli. Flightright, una compagnia che rappresenta i passeggeri per richiedere risarcimenti, ha sostenuto che la responsabilità fosse della compagnia aerea. Tuttavia, la Corte UE ha determinato che la carenza di personale può essere considerata una circostanza eccezionale.

    Cosa deve stabilire il tribunale tedesco

    Il tribunale di Colonia deve stabilire se il ritardo nel carico dei bagagli abbia riguardato anche altri voli e non solo quello in questione. Inoltre se la compagnia aerea avesse il potere di controllare l’attività della società di gestione bagagli. Anche se la carenza di personale ha causato ritardi generalizzati e la compagnia aerea non aveva controllo sulla gestore dei bagagli. Quindi sarà necessario dimostrare che la compagnia ha fatto tutto il possibile per evitare il disservizio.

    Una sentenza che fa scuola

    Maria Pisanò, direttrice del Centro europeo del consumatore e esperta di diritto dei trasporti, sottolinea l’importanza della sentenza: “Le responsabilità devono essere valutate di volta in volta e devono essere analizzate in modo approfondito”. La sentenza ribadisce che non basta dimostrare che il ritardo è stato causato da un soggetto terzo per escludere il risarcimento.

    Quali sono i diritti dei passeggeri in caso di ritardi

    I diritti dei passeggeri nell’Unione Europea sono tutelati dal regolamento 261, ma la questione delle circostanze eccezionali rimane complessa. La sentenza conferma la difficoltà per i singoli passeggeri di ottenere un risarcimento autonomamente, motivo per cui le “claim companies” sono in crescita. Tuttavia, i consumatori possono rivolgersi all’autorità nazionale (in Italia, l’Enac) per indagare sull’accaduto senza costi aggiuntivi.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Mondo

      Torna di moda il ciuccio… per adulti: boom in Cina tra sonno, stress e polemiche

      Sempre più adulti in Cina utilizzano ciucci per rilassarsi o dormire meglio. Il prodotto, virale sui social, fa discutere medici ed esperti.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

      ciuccio

        In Cina, il nuovo oggetto del desiderio per molti adulti non è uno smartphone di ultima generazione né un accessorio tecnologico: si tratta di un ciuccio, ma pensato per i grandi. A sorpresa, questo prodotto sta conquistando sempre più utenti, al punto che alcuni negozi online segnalano vendite superiori alle 2.000 unità mensili.

        A renderlo virale è stato un video che ha scatenato un’ondata di commenti: chi li usa sostiene che aiutino a ridurre lo stress, favorire il sonno, combattere l’ansia e persino a smettere di fumare. Il ciuccio per adulti ha una struttura simile a quello per neonati, ma con dimensioni maggiori. Il prezzo varia dai 10 ai 500 yuan (circa 1,40-70 euro), e le varianti cromatiche del supporto soddisfano ogni gusto.

        “Mi rilassa dopo una giornata difficile”, racconta un utente in una recensione. Un altro scrive: “Da quando lo uso, ho meno voglia di fumare”.

        Tuttavia, la comunità medica lancia l’allarme. Zhang Mo, psicologa a Chengdu, avverte: “L’uso del ciuccio può indicare bisogni emotivi non soddisfatti. Meglio affrontare le difficoltà piuttosto che rifugiarsi in comportamenti regressivi”.

        Tang Caomin, dentista della stessa città, evidenzia i possibili danni fisici: “Un uso prolungato può provocare dolori mandibolari, difficoltà nella masticazione e spostamento dei denti. Dopo un anno di utilizzo quotidiano, per più di tre ore al giorno, la dentatura può risultarne compromessa”.

        Un ulteriore rischio, secondo il medico, è che alcune componenti possano essere inalate durante il sonno, con conseguenze potenzialmente gravi.

        Nonostante i pericoli, l’hashtag associato a questi dispositivi ha superato i 60 milioni di visualizzazioni su alcune piattaforme cinesi, dividendo gli utenti tra sostenitori e scettici. “È una follia collettiva”, scrive un commentatore. “Una tassa sulla stupidità”, ironizza un altro.

        Intanto, i ciucci per adulti continuano a vendere. E a quanto pare, succhiare un ciuccio da grandi non è più (solo) un gesto infantile, ma una controversa tendenza da milioni di click.

          Continua a leggere

          Politica

          Francesca Pascale shock: “Mi dichiarai io a Berlusconi”, confessioni su amore, bisessualità e amici spariti

          “Ti desidero”, così Francesca Pascale conquistò Silvio Berlusconi. Poi la rivelazione sulla bisessualità e il retroscena più amaro: “Dopo di lui sono spariti tutti”

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Francesca Pascale torna a parlare e lo fa senza filtri, con un racconto che mescola passione, coraggio e una punta di amarezza. Ospite di Non lo faccio per moda, per la prima volta svela un dettaglio che ribalta la narrazione più diffusa sulla sua relazione con Silvio Berlusconi: a fare il primo passo fu lei.

            “Ti desidero”: la dichiarazione che cambiò tutto
            Pascale racconta il momento senza giri di parole: “Ti desidero”, gli disse. Una frase diretta, che spiazzò lo stesso Berlusconi, il quale rispose con ironia: “Potrò essere tuo nonno”. Ma lei non arretrò. Da lì nasce una relazione che per anni ha occupato le cronache tra politica e spettacolo, diventando una delle storie più chiacchierate del Paese.

            La bisessualità raccontata senza paura
            Altro passaggio chiave dell’intervista riguarda la sua identità. Pascale spiega di aver messo subito le cose in chiaro: “La mia bisessualità è stata la prima cosa che gli ho detto”. E, a sorpresa, racconta che Berlusconi accolse la rivelazione con serenità, addirittura con entusiasmo. Un dettaglio che restituisce un lato meno raccontato del rapporto tra i due.

            Dopo Berlusconi, il vuoto
            Il tono cambia quando si arriva al presente. Dopo la fine della relazione, Pascale racconta di aver vissuto una sorta di desertificazione sociale: “Dopo la fine della nostra storia sono spariti tutti”. Una frase che pesa più di molte altre, perché sposta il racconto dal piano sentimentale a quello umano, mostrando il prezzo pagato una volta spenti i riflettori.

            Tra dichiarazioni forti e confessioni personali, Francesca Pascale riscrive la sua versione della storia. E lo fa con la stessa determinazione con cui, anni fa, decise di non fare un passo indietro.

              Continua a leggere

              Cronaca

              Garlasco, Giletti accende lo scontro in tv: dubbi su Sempio e caos in studio, volano accuse in diretta

              Tra dubbi sul rapporto tra Marco Poggi e Andrea Sempio e un acceso confronto in studio, il caso Garlasco torna al centro con uno scontro televisivo che divide pubblico e commentatori

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Il caso Garlasco torna a far discutere, e lo fa ancora una volta attraverso la televisione. Stavolta al centro c’è Massimo Giletti, che durante la sua trasmissione ha espresso un dubbio destinato a far rumore: il contatto telefonico tra Marco Poggi, fratello di Chiara, e Andrea Sempio, nuovo indagato. Un elemento che, secondo il conduttore, meriterebbe maggiore prudenza. “Direi: scusa Andrea, per un po’ non ti chiamo, almeno fino al processo che chiarirà”, ha detto, riaccendendo inevitabilmente il dibattito.

                Il dubbio di Giletti e il ritorno del caso mediatico
                Le parole del giornalista si inseriscono in un contesto già delicato, dove ogni dettaglio viene analizzato e discusso pubblicamente. Il riferimento al DNA trovato sulle dita della vittima aggiunge ulteriore tensione a una vicenda che da anni divide opinione pubblica e commentatori. Il risultato è immediato: il caso Garlasco torna al centro della scena mediatica, tra chi condivide i dubbi espressi e chi invece invita alla massima cautela.

                Scontro in studio: accuse e repliche senza filtri
                Ma è in studio che la situazione esplode davvero. Il confronto tra gli ospiti si trasforma rapidamente in uno scontro acceso. Ilenia Petracalvina contesta duramente le posizioni emerse, arrivando a rivolgersi all’avvocato De Rensis con parole pesanti: “Lei è disonesto”. Una frase che accende ulteriormente il clima, portando alla replica immediata: “Questo è il modo in cui viene trattato chi si permette di stare dalla parte di Stasi”. Un botta e risposta che trasforma il dibattito in uno spettacolo ad alta tensione.

                Tra informazione e spettacolo: il ruolo della tv
                L’episodio riapre anche una riflessione più ampia sul modo in cui la televisione affronta casi giudiziari così delicati. Da un lato il diritto di cronaca e il confronto tra opinioni diverse, dall’altro il rischio che il dibattito scivoli in uno scontro personale. E intanto resta sullo sfondo un’altra domanda, che riguarda le scelte editoriali: perché chiudere programmi capaci di ottenere ascolti importanti e generare dibattito? Una questione che continua a circolare tra addetti ai lavori e pubblico, senza una risposta definitiva.

                Il caso Garlasco, ancora una volta, dimostra di non essere solo una vicenda giudiziaria, ma anche un terreno su cui si misura il rapporto tra informazione, opinione e spettacolo.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie