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Cucina

Memorie della pasticceria italiana: rotolo con panna alle fragole!

Il rotolo di pan di Spagna ha origini nella tradizione pasticcera europea, viene utilizzato in molte ricette di dolci in tutto il mondo e la sua forma lo rende ideale per essere tagliato a fette e servito a più persone. Inoltre, può essere decorato con zucchero a velo, frutta fresca o granella di zucchero, per renderlo ancora più invitante.

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    Il rotolo di pan di Spagna ha origini nella tradizione pasticcera europea. Il pan di Spagna stesso è una base di pasticceria e viene utilizzato in molte ricette di dolci in tutto il mondo.

    La leggenda narra che questa torta fu inventata nel 1700 da un pasticcere genovese di nome Giovanni Battista Cabona. Al servizio del marchese Domenico Pallavicini, Cabona fu inviato in Spagna per preparare un dolce speciale per il re. Creò una torta leggera e soffice, che fu apprezzata così tanto da diventare nota come “Pâte Génoise” in Francia e “Bizcocho” in Spagna, ma in Italia prese il nome di “pan di Spagna” in onore del paese che l’aveva tanto apprezzata.

    Rotolo di Pan di Spagna con fragole e panna

    Ingredienti per 8 porzioni

    Per il pan di Spagna
    4 uova
    120 g di zucchero semolato
    100 g di farina 00
    20 g di fecola di patate
    1 cucchiaino di estratto di vaniglia
    Un pizzico di sale
    Per la farcitura
    300 ml di panna fresca da montare
    50 g di zucchero a velo
    250 g di fragole fresche
    Per le finiture
    Zucchero a velo q.b.
    Qualche fragola intera

    Procedimento
    In una ciotola capiente, monta le uova con lo zucchero e l’estratto di vaniglia utilizzando uno sbattitore elettrico. Continua a montare per circa 10 minuti, fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungi farina e fecola di patate, quindi mescola delicatamente con una spatola con movimenti dal basso verso l’alto per non smontare il composto.

    Rivesti una teglia rettangolare (circa 30×40 cm) con carta da forno e versaci l’impasto, livellandolo delicatamente. Inforna e cuoci per circa 10-12 minuti, finché il pan di Spagna risulta dorato e leggermente elastico al tatto.

    Sforna il pan di Spagna e capovolgilo immediatamente su un canovaccio pulito cosparso di zucchero a velo. Stacca delicatamente la carta da forno e, aiutandoti con il canovaccio, arrotola il pan di Spagna su se stesso mentre è ancora caldo. Lascialo raffreddare completamente in questa posizione.

    Nel frattempo, lava le fragole, rimuovi il picciolo e taglia a pezzetti. Monta la panna fresca con lo zucchero a velo fino a ottenere una consistenza ben ferma. Srotola delicatamente il pan di Spagna ormai raffreddato e spalma uniformemente la panna montata sulla superficie, lasciando un piccolo bordo libero ai lati. Distribuisci i pezzetti di fragola sopra la panna montata.

    Arrotola nuovamente il pan di Spagna, questa volta senza il canovaccio, cercando di stringere bene senza rompere il rotolo.
    Trasferisci il rotolo su un piatto da portata e spolverizza con zucchero a velo. Decora con alcune fragole intere sulla parte superiore del rotolo e ciuffi di panna montata.
    Conserva in frigorifero per almeno un’ora prima di servire per far sì che si compatti bene.
    Servi il rotolo di pan di Spagna con fragole e panna a fette, godendovi la sua leggerezza e freschezza.

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      Sushi al pesto, tartufo e bufala: le follie gastronomiche dell’estate italiana

      Dai maki al pesto ai nigiri con burrata, passando per uramaki al tartufo nero e tempura di babà: l’estate 2026 è il trionfo della contaminazione gastronomica. L’obiettivo? Far impazzire turisti, influencer e algoritmi. Anche a costo di far venire il mal di pancia al buon gusto.

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        Il sushi non è più quello di una volta. E in fondo, forse è giusto così: chi ha detto che il riso deve stare con il pesce crudo, la soia e il wasabi? L’estate 2026 ha sdoganato la versione italica del sushi con una creatività che definire ardita è un eufemismo.

        Il tour comincia a Portofino, dove lo “chef creativo” del momento serve un roll pesto e pinoli con topping di burrata. “Omaggio alla Liguria”, dicono. “Insulto alla gastronomia”, rispondono i puristi. Il colore verde acceso dell’alga nori che si fonde col verde più spento del pesto ricorda vagamente l’albero di Natale. A Ferragosto.

        Spostiamoci a Positano, dove il sushi roll con alici di Cetara e mozzarella di bufala campana fa impazzire TikTok. I turisti tedeschi ci mettono sopra il ketchup, quelli americani fanno “wow”. Il sommelier abbina un prosecco con nota di ananas e il gioco è fatto. L’Asia può attendere.

        Ma il premio per la più spregiudicata invenzione dell’anno va a un locale di Assisi, dove il “Sushufolo” – roll di riso con carpaccio di fassona, crema di tartufo nero e scaglie di pecorino – è l’ultimo sacrilegio in menù. Servito su pietra calda, accompagnato da una ciotolina di vin santo. Il Giappone ha chiesto l’estradizione.

        A Milano, invece, il “fusion estremo” è una religione. In zona Navigli, un locale propone “sushi carbonara”, con guanciale croccante e uovo a bassa temperatura. Si mangia rigorosamente con le bacchette. E con gli occhi chiusi.

        Ovviamente, i social impazziscono: reels, stories, TikTok pieni di bocche aperte, occhi stupiti e didascalie con hashtag tipo #SushItalia o #NigiriColParmigiano. Il confine tra genialità e delirio gastronomico è sempre più sottile. E spesso condito con l’olio al tartufo.

        La morale? Nessuna. Se non quella, forse, che l’estate è lunga, gli stomaci forti e il like facile. Nel dubbio, tenete a portata di mano un antiacido. E magari un onigiri vero.

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          Tartare di salmone con avocado: una fresca ricetta estiva

          Questa tartare di salmone con avocado è un’ottima scelta per un antipasto elegante o un leggero piatto principale. La combinazione di sapori freschi e la ricchezza dei nutrienti la rendono una scelta perfetta per chi cerca un pasto salutare e delizioso durante l’estate.

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            La tartare di salmone con avocado è un piatto estivo perfetto, leggero e ricco di sapori freschi. Questa ricetta non solo delizia il palato, ma offre anche numerosi benefici nutrizionali. Il salmone è una fonte eccellente di proteine di alta qualità e acidi grassi omega-3, che sono essenziali per la salute del cuore. L’avocado, d’altra parte, è ricco di grassi monoinsaturi sani, fibre, vitamine e minerali. Insieme, questi ingredienti creano un piatto bilanciato, ideale per chi desidera mantenere una dieta sana e gustosa durante i mesi estivi.

            Ingredienti

            • 300 g di filetto di salmone fresco (assicurati che sia stato abbattuto per il consumo a crudo)
            • 2 avocado maturi
            • 1 cipollotto
            • 1 lime (succo e scorza)
            • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
            • Sale q.b.
            • Pepe nero q.b.
            • Semi di sesamo (opzionale)
            • Erba cipollina fresca (per guarnire)
            • Salsa di soia (opzionale, per un tocco di sapore extra)

            Preparazione

            1. Preparare il salmone: Taglia il filetto di salmone a cubetti piccoli e uniformi. Mettili in una ciotola capiente.
            2. Condire il salmone: Aggiungi il succo e la scorza di lime, l’olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e pepe nero al salmone. Mescola delicatamente per assicurarti che tutti i pezzi siano ben conditi. Copri la ciotola e lascia marinare in frigorifero per circa 15-20 minuti.
            3. Preparare l’avocado: Taglia gli avocado a metà, rimuovi il nocciolo e la buccia, quindi taglia la polpa a cubetti della stessa dimensione del salmone. Metti i cubetti di avocado in una ciotola separata.
            4. Condire l’avocado: Aggiungi un pizzico di sale e pepe all’avocado, mescolando delicatamente per non schiacciarlo.
            5. Assemblare la tartare: In un piatto da portata, disponi un coppapasta al centro (se disponibile). Metti uno strato di avocado alla base, premendo leggermente per compattare. Aggiungi poi uno strato di salmone marinate sopra l’avocado. Rimuovi delicatamente il coppapasta.
            6. Guarnire e servire: Guarnisci la tartare con cipollotto affettato finemente, semi di sesamo e erba cipollina tritata. Se desideri, puoi aggiungere un filo di salsa di soia per un sapore più intenso. Servi immediatamente.
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              Parmigiana leggera un corno: anche d’estate la melanzana si tuffa nel pomodoro e gode come sempre

              Dalla versione classica e bollente a quella fredda con stracciatella e basilico, la parmigiana d’estate resta la regina dei piatti italiani. Fritta, grigliata, scomposta o alla napoletana: ogni casa ha la sua liturgia, e guai a toccarla.

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                C’è un momento preciso in cui la parmigiana smette di essere solo un piatto e diventa una posizione esistenziale: è quando fuori ci sono 32 gradi, il ventilatore tossisce, il forno arroventa l’aria e tu, con un gesto da martire del gusto, scegli di prepararla lo stesso. Perché la parmigiana d’estate non è più una semplice pietanza: è un atto di fede. O meglio, di gola.

                Melanzane, pomodoro, mozzarella, basilico. E sopra tutto, un profumo che sa di Sud, di domeniche lunghe, di madri e nonne che “oggi solo due forchettate” e intanto ti affogano l’anima nel ragù. Ma con l’arrivo del caldo, anche lei, la regina, si reinventa. E si divide in almeno cinque correnti di pensiero.

                1. La classica (o integralista): fritta, afosa, irresistibile

                La melanzana si frigge. Punto. Al forno sì, ma solo dopo. Niente cotture light, niente rivisitazioni: qui si frigge in olio bollente, si stratifica con sugo e mozzarella e si inforna fino a quando il bordo non caramella. È pesante, è rovente, è uno schiaffo al fegato e un abbraccio al cuore. Si mangia tiepida, o il giorno dopo, da sola o col pane. E se non si unge il piatto, non è parmigiana.

                2. La grigliata (per chi ci crede ancora)

                Versione estiva, più gentile ma non meno dignitosa. Le melanzane si affettano sottili e si grigliano, una a una, come in una Via Crucis gastronomica. Poi si compongono a strati con mozzarella (meglio fiordilatte, ben scolato) e sugo fresco di pomodoro appena saltato con aglio e basilico. Si può evitare il forno: basta lasciarla riposare in frigo e mangiarla fredda. Funziona. Ma guai a chiamarla parmigiana davanti a una nonna del Sud.

                3. La scomposta (figlia di MasterChef)

                Melanzane a cubetti saltate in padella, quenelle di ricotta o stracciatella, pomodorini confit, gocce di pesto, crumble di pane. Esteticamente perfetta, ma a rischio bestemmia. È buona, sia chiaro. Ma è un’altra cosa. Come il gelato al basilico: interessante, ma non chiamiamolo basilico.

                4. La napoletana (con l’uovo dentro, e chi si azzarda a dire niente)

                A Napoli la parmigiana ha le uova sbattute tra gli strati. Non sempre, ma spesso. E c’è chi aggiunge anche il salame. In pratica, una bomba calorica che però ha senso anche d’estate. Soprattutto se la mangi fredda, come si fa il giorno dopo, tagliata a quadrotti, con la crosticina che scricchiola sotto i denti e il pomodoro che ha avuto il tempo di sposarsi con tutto. Matrimonio perfetto.

                5. La light (o “salutista da terrazza”)

                Melanzane cotte al vapore (già qui qualcuno storce il naso), pomodorini crudi, fiocchi di latte o yogurt greco, basilico e un filo d’olio. Freschissima, veloce, ottima per chi vuole restare in forma. Ma diciamocelo: è un’altra cosa. Una bellissima insalata di melanzane, ma non una parmigiana. Lei, la vera, la riconosci perché ti chiede un sorso di vino rosso, una fetta di pane e mezz’ora di riposo sul divano dopo averla mangiata.


                Il trucco della nonna: mai usare mozzarella troppo fresca. Va lasciata a sgocciolare in frigo per almeno tre ore. O vi ritroverete un lago al centro della teglia. E se proprio volete una parmigiana perfetta, fatela riposare. Come la vendetta, è un piatto che dà il meglio di sé freddo o tiepido. O, meglio ancora, il giorno dopo.

                E allora sì, anche con 35 gradi all’ombra, mentre l’insalata vi fissa dal piatto di fianco, voi affondate la forchetta nella parmigiana e capite che certe passioni, d’estate, non si spengono. Anzi, si sciolgono. Con la mozzarella.

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