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Personaggi e interviste

Tutti gli amori di Katia Ricciarelli, Baudo su tutti: “Se mi chiamasse correrei da lui”

L’icona della lirica e dello spettacolo italiano, svela dettagli inediti sui suoi grandi amori: dal matrimonio con Pippo Baudo all’intensa relazione con José Carreras, fino alle attenzioni galanti di Alberto Sordi. Tra nostalgia, romanticismo e aneddoti curiosi, scopriamo il lato più intimo della soprano.

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    Katia Ricciarelli non ha mai nascosto l’intensità del suo amore per Pippo Baudo, con cui ha condiviso quasi vent’anni di vita. Il matrimonio, celebrato il 18 gennaio 1986, è stato un’unione profonda ma segnata da alti e bassi, fino alla separazione avvenuta nel 2004 e il divorzio ufficializzato nel 2007.

    Sperava in un riavvicinamento

    Oggi, a distanza di anni, la Ricciarelli confessa un desiderio rimasto inespresso: “Al mio ultimo compleanno ho sperato in una sua telefonata, anche solo per un semplice augurio. Non lo sento da quando abbiamo divorziato, ma se mi chiamasse, correrei da lui senza pensarci due volte”. Parole che raccontano una nostalgia mai sopita e un legame che, almeno nei ricordi, resta indissolubile.

    Alberto Sordi e quei fiori “riciclati”

    Tra i corteggiatori illustri di Katia Ricciarelli spicca anche un’icona del cinema italiano: Alberto Sordi. L’attore romano non ha mai nascosto la sua ammirazione per la soprano, invitandola spesso a cena nei migliori ristoranti della Capitale. “Mi faceva arrivare valanghe di rose rosse, ma ho sempre sospettato che fossero riciclate! Probabilmente gli venivano mandate da ammiratrici e lui, con grande galanteria, me le girava a casa” scherza la Ricciarelli. Un gesto elegante e allo stesso tempo ironico, perfettamente in linea con lo spirito di Sordi.

    Il dolore per la perdita di un figli

    Non solo amori e passioni: la vita della Ricciarelli è stata segnata anche da momenti di grande dolore. Prima del matrimonio con Pippo Baudo, la coppia ha vissuto il dramma della perdita di un figlio, un evento che ha lasciato un segno profondo. “Abbiamo provato anche la procreazione assistita, ma senza successo”, racconta la soprano. Un’esperienza dolorosa che, nonostante tutto, non ha incrinato il rapporto tra i due, almeno fino alla separazione.

    José Carreras: un amore passionale e tormentato

    Prima di Pippo Baudo, Katia Ricciarelli ha vissuto un’intensa storia d’amore con il tenore spagnolo José Carreras. Un legame iniziato nel 1972 e durato fino al 1984, caratterizzato da passione e momenti indimenticabili. “Quando ci incontravamo in albergo, le valigie rimanevano all’ingresso perché appena entrati in camera finivamo a letto senza preliminari”, rivela la Ricciarelli. Un amore travolgente, ma anche difficile, segnato dalla gelosia di Carreras e dalla difficoltà di conciliare le loro carriere internazionali.

    Un episodio particolarmente romantico risale a un viaggio a Venezia: “Lui doveva essere a New York, ma al telefono aveva un tono strano. Pensai subito che mi stesse tradendo. Poco dopo, bussarono alla porta: era lui. Mi aveva fatto una sorpresa”. Un gesto che dimostra quanto fosse forte il loro legame, nonostante le difficoltà.

    Katia oggi: tra ricordi e nuovi progetti

    Oggi, Katia Ricciarelli continua a essere un’icona della musica e dello spettacolo, senza rinnegare nulla del suo passato. Gli amori vissuti, le emozioni provate e le esperienze condivise con grandi personalità restano parte della sua storia. Dalla passione per la lirica al mondo della televisione, la soprano dimostra di essere ancora una donna forte, capace di guardare avanti senza dimenticare chi ha amato. E chissà… magari un giorno quella telefonata tanto attesa da Pippo Baudo arriverà davvero.

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      Personaggi e interviste

      Can Yaman strizza l’occhio alle donne mature: “Sono più belle, è l’espressione che fa innamorare”

      Can Yaman punta tutto sulla maturità femminile: “La vera bellezza sta nell’espressione, riflesso dell’intelligenza”.

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        Can Yaman torna a far parlare di sé, ma questa volta non per un nuovo progetto o per una storia sentimentale. A catalizzare l’attenzione sono alcune dichiarazioni sul fascino delle donne, in particolare di quelle più mature. Parole che, nel giro di poche ore, hanno acceso il dibattito tra fan e osservatori, dividendo tra chi applaude e chi legge nelle sue frasi una strategia ben precisa.

        L’elogio della maturità

        “Secondo me le donne sono ancora più belle dopo una certa età”, afferma l’attore, spiegando che il vero cambiamento sta nell’espressione del volto. Un dettaglio che, a suo dire, diventa decisivo: “È quell’espressione che fa innamorare le persone”. Non una questione di perfezione estetica, ma di qualcosa di più profondo, che si costruisce con il tempo.

        Bellezza e intelligenza

        Yaman va oltre e collega direttamente il fascino all’intelligenza: “L’espressione è comunque una riflessione dell’intelligenza”. Un passaggio che sposta il discorso dal piano puramente estetico a quello emotivo e mentale, dando alla sua posizione un taglio più articolato rispetto alla semplice provocazione.

        Tra consenso e sospetti

        Come spesso accade, le reazioni non sono univoche. C’è chi apprezza l’attenzione verso una bellezza meno stereotipata e chi, invece, legge queste parole come un modo per intercettare un pubblico preciso. In ogni caso, il risultato è centrato: Can Yaman torna al centro della conversazione, dimostrando ancora una volta di saper gestire il rapporto tra immagine e dichiarazioni.

        E mentre il dibattito continua, le sue parole restano lì, a metà tra convinzione personale e comunicazione strategica.

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          Personaggi e interviste

          Dua Lipa sposa Callum Turner a Palermo: nozze da sogno a Villa Igiea, tra lusso, privacy e un déjà-vu Ferragnez

          La cantante avrebbe già opzionato tutte le suite di Villa Igiea per gli ospiti vip. A organizzare l’evento, la wedding planner già dietro il matrimonio Ferragnez: tra richiami e differenze, si annuncia un evento blindatissimo e super glamour.

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            Altro che semplice matrimonio: quello tra Dua Lipa e Callum Turner promette di essere uno degli eventi più chiacchierati dell’anno, con un copione che, a molti, ricorda da vicino le nozze dei Ferragnez. Location italiana, organizzazione blindata, ospiti vip e una regia affidata a chi, di matrimoni mediatici, se ne intende eccome. La popstar britannica, stando alle indiscrezioni, avrebbe scelto Palermo dopo esserne rimasta folgorata durante una recente vacanza. E ora quel colpo di fulmine si trasforma in un sì che profuma di mare, storia e lusso.

            Palermo conquista la popstar

            Non è un mistero che Dua Lipa abbia un debole per l’Italia, ma Palermo sembra aver fatto breccia più di ogni altra città. Tra vicoli, palazzi storici e scorci mozzafiato, la cantante avrebbe deciso di ambientare qui il giorno più importante della sua vita. Il cuore dell’evento sarà Villa Igiea, struttura iconica affacciata sul mare, dove – secondo le voci – sarebbero già state bloccate tutte le suite per garantire la massima privacy agli invitati. Un dettaglio che racconta già molto: niente folla, niente occhi indiscreti, solo un’élite selezionatissima.

            L’effetto Ferragnez non è un caso

            Il paragone con il matrimonio tra Chiara Ferragni e Fedez viene quasi naturale. Non solo per l’impianto mediatico, ma soprattutto per la regia dell’evento: a occuparsene sarebbe la stessa wedding planner che ha firmato le nozze più social d’Italia. Una scelta che lascia intuire una strategia precisa, dove ogni dettaglio – dalle scenografie agli accessi – sarà calibrato per creare un equilibrio perfetto tra esclusività e risonanza globale. Insomma, niente è lasciato al caso, nemmeno il racconto dell’evento.

            Lusso, privacy e ospiti top secret

            Se c’è una parola che definisce queste nozze è “controllo”. La coppia avrebbe deciso di blindare ogni fase, limitando al minimo le fughe di notizie. Gli invitati, selezionatissimi, dovrebbero arrivare a Palermo dopo l’estate, trasformando la città in un set naturale di altissimo livello. Il lusso sarà ovunque, ma senza ostentazioni eccessive: più eleganza che spettacolo, più atmosfera che show. Una differenza sottile ma decisiva rispetto al modello Ferragnez, che punta a rendere questo matrimonio simile, ma non identico.

            Alla fine, più che una copia, sembra una variazione sul tema: stessa ambizione, stesso impatto, ma con una firma diversa. E Palermo, ancora una volta, si prepara a diventare il palcoscenico perfetto.

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              Personaggi e interviste

              Lino Banfi senza filtri: dalle fughe dal seminario ai set hot, “una battaglia interiore davanti alle colleghe”

              Dai Rolex falsi alle notti in stazione, fino alle scene imbarazzanti con Edwige Fenech: Lino Banfi ripercorre una vita fuori dagli schemi tra ironia e verità.

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                Una giovinezza al limite

                Prima del successo, però, c’è stata una vita tutt’altro che semplice. Banfi non nasconde le difficoltà: “Ho venduto Rolex finti e borse false, ho fatto il palo per dei napoletani che stavano per svaligiare un appartamento ma poi sono scappato”. E ancora, il ricordo di notti difficili: “Sono finito a dormire dentro un vecchio vagone ferroviario in stazione Centrale a Milano”. Fino a un episodio quasi surreale: “Mi feci operare alle tonsille per avere un posto dove dormire e un pasto caldo: un medico si commosse e mi tenne una settimana in più in ospedale”.

                I set delle commedie sexy

                Il capitolo più curioso riguarda però gli anni delle commedie sexy all’italiana, dove Banfi si trovava spesso a lavorare accanto a colleghe considerate simboli di bellezza. “Davanti a bellissime colleghe nude, vivevo una grande battaglia interiore. A volte il mio corpo reagiva”, ammette senza giri di parole. E ricorda con ironia un episodio con Edwige Fenech: “Quando mi scusavo con lei, rispondeva: ‘Meglio così, se non ti accadesse nulla vorrebbe dire che sono brutta!’”.

                In un’altra scena, racconta, doveva toccarle il seno: “Ero in imbarazzo, avevo paura di farle male. A un certo punto un elettricista mi urlò: ‘Te voi sbrigà? Guarda che non stai a svità ’na lampadina!’”. Un momento che restituisce perfettamente il clima di quei set, tra professionalità e comicità involontaria.

                Tra culto e memoria

                Tra i ricordi spunta anche il mondo del cinema cult, con l’endorsement di Totò e una scena improvvisata ne “L’allenatore nel pallone”: “Sentii davvero un fastidio alle ‘pelle’”. Episodi che fanno parte di un immaginario collettivo ancora oggi vivo.

                E mentre si avvicina il traguardo dei 90 anni, Banfi dimostra ancora una volta di saper raccontare la sua storia con quella miscela unica di sincerità e leggerezza che lo ha reso un’icona.

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