Gossip
Alla tv russa va in onda Melania, la first lady americana… ed è pure nuda! (video)
Grande scalpore per i contenuti trasmessi di recenti all’interno di 60 minuti, uno dei programmi più seguiti del principale canale del Paese, Russia 1. Si tratta delle immagini della prossima first lady Melania Trump… svestita!
I due presentatori propagandisti della trasmissione russa di grande successo 60 minuti, Yevgeny Popov e Olga Skabeeva (che sono anche marito e moglie) erano intenti a dissertare sulla rielezione del tycoon, quando sullo schermo sono comparse diverse immagini dell’ex modella Melania Trump in déshabillé! Foto – per amore della cronaca – estrapolarte da un servizio uscito sull’edizione britannica del settimanale GQ nel 2000. All’epoca la signora Trump aveva 30 anni.
Una presa in giro peraltro stantìo
Questo il “benvenuto” riservato da Russia 1 (emittende controllata dal Cremlino) al nuovo presidente degli Stati Uniti, insieme al messaggio ufficiale che arriva dal Cremlino, un mix di ammiccamenti e avvertimenti. Tutto naturalmente preparata a regola d’arte che, per certi versi, fa tornare in mente il trattamento già riservato alla vigilia delle elezioni 2016.
Ogni dettaglio viene opportunamente commentato
Il presentatore ha illustrato ciascun scatto agli avidi telespettatori, mano a mano che la regia li mandava a tutto schermo: «Qui la futura first lady sta nuda su delle pellicce», in queste altre è «in pose sexy a fianco e a bordo di un aereo privato», e così via. “Ecco come appariva Melania nel 2000. Questa è la copertina della rivista GQ”, dice Popov. “In uno degli scatti, la modella indossa solo intimo e appare sdraiata su un tappeto blu con il sigillo degli USA, come se i redattori della rivista maschile sapessero qualcosa in anticipo sul futuro della loro modella“, ha aggiunto con un sorrisetto.
Che burloni questi russi
Insomma, un servizio goliardico per pruriginosi istinti che, secondo gli autori, dovrebbe gettare discredito sulla donna e, di riflesso, sul leader. Il tutto condito da musichette di circostanza… insomma, un bello scherzetto con baffoni e colbacco!
Qualche americano s’è pure offeso: missione compiuta!
Le foto in onda si alternano a brevi clip più recenti della donna, ripresa al fianco del tycoon in comizi della recente campagna elettorale. Con la co-presentatrice che trattiene a fatica le risate: che ci sarà poi da ridere… Le stesse scene, rilanciate sulla piattaforma X, non sono state per nulla digerite da alcuni fan di Trump negli Usa. «La Russia ride di noi», s’indigna qualcuno. «Colpo di avvertimento sparato», gli fa eco un altro. Ora chi glielo spiega a The Donald, che già pregustava la prima telefonata con Putin per parlare dei grandi conflitti in atto – Ucraina in testa – “da uomo a uomo”?
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Speciale Grande Fratello
Grande Fratello Vip, due aerei gelano Piera Meloni e Alessandro Roncaccia: spunta l’ex Gian Marco Ciaccia e arriva la frecciata sul loro flirt
Sulla Casa volano messaggi che non fanno sorridere Piera e Alessandro: uno sostiene l’ex di lei, l’altro mette in dubbio il loro rapporto. Tra sospetti, interpretazioni opposte e accuse agli hater, la coppia finisce per discutere più degli striscioni che del proprio flirt. E Piera si domanda se abbia dato troppa importanza a Gian Marco Ciaccia.
Al Grande Fratello Vip gli aerei dovrebbero portare amore, incoraggiamenti e dichiarazioni romantiche. Ma per Piera Meloni e Alessandro Roncaccia il cielo sopra la Casa si è trasformato in un campo minato. Tra i tanti striscioni che i fan dedicano alla coppia, ne sono comparsi due decisamente meno graditi: uno inneggia all’ex fidanzato di Piera, Gian Marco Ciaccia, mentre l’altro insinua che Alessandro consideri la ragazza soltanto un capriccio. Risultato? Musi lunghi, sospetti e un piccolo festival delle interpretazioni.
Piera Meloni furiosa per l’aereo dedicato al suo ex
Il primo messaggio recita: «Pres, l’Italia è con te, #fan». Pres è il soprannome di Gian Marco Ciaccia e Piera non sembra affatto convinta che dietro lo striscione ci sia un esercito di sostenitori dell’ex. Anzi, sospetta che l’iniziativa possa essere partita proprio da lui. «O il mio ex se l’è fatto da solo. Lui non è nemmeno così seguito. Lo chiamano Press soprattutto i suoi amici. Ma poi hashtag fan che cavolo vuol dire? Cavolo, gli ho dato tutta questa importanza?».
Una reazione che racconta quanto il passato sentimentale continui a pesare sulle dinamiche della Casa. Piera sembra soprattutto infastidita dall’idea che Gian Marco possa sfruttare la sua popolarità televisiva per ritagliarsi un momento di attenzione. Naturalmente, non esiste alcuna prova che l’aereo sia stato organizzato dall’ex: per il momento resta soltanto un sospetto della concorrente.
Alessandro Roncaccia e il mistero del capriccio: chi sta prendendo in giro chi?
Il secondo aereo colpisce direttamente la coppia: «P, solo un capriccio per il riccio». E qui comincia una divertente gara a chi interpreta peggio lo striscione. Alessandro legge il messaggio come un’accusa rivolta a lui: «Cioè stanno dicendo che tu per me non sei una cosa seria. Dicono che tu per me sei soltanto un capriccio e nulla di più. Ma non ha senso, che senso ha?». Piera, invece, ribalta completamente il significato: «No, loro dicono che io per te ho fatto un capriccio». Roncaccia taglia corto: «Questi sono i tuoi hater».
Insomma, un aereo, poche parole e almeno due interpretazioni. Nessuno dei due sembra particolarmente divertito, ma il vero spettacolo è osservare quanto basti uno striscione per seminare dubbi in una relazione nata sotto gli occhi delle telecamere. E mentre Piera e Alessandro cercano di capire chi abbia mandato cosa e soprattutto perché, una certezza emerge: al Grande Fratello Vip anche il traffico aereo riesce a trasformarsi in una questione sentimentale. Con buona pace dei piloti, che probabilmente non immaginavano di trasportare tanti problemi di cuore.
Personaggi
Stefania Sandrelli e Tinto Brass, il provino completamente nuda e la battuta a doppio senso: «Gli dissi che era un ottimo montatore, lui capì altro»
L’attrice racconta il rapporto speciale con il regista di La chiave, dalla paura di trovarsi davanti un uomo brutale alla sorpresa di scoprire un cineasta premuroso. Tra spogliarelli improvvisati, equivoci piccanti e risate, il ricordo di un’amicizia durata quarant’anni.
Stefania Sandrelli e Tinto Brass, quarant’anni di amicizia, un film scandaloso diventato un trionfo al botteghino e una quantità di aneddoti che sembrano usciti direttamente da una commedia erotica. Il più divertente riguarda un complimento apparentemente innocente che l’attrice rivolse al regista: «Una volta dissi in una intervista che era un ottimo montatore, lui mi telefonò insieme alla moglie ridendo: “ti ringrazio molto di questo complimento!” Io intendevo di cinema, lui aveva pensato all’altro significato. Era fatto così». Una battuta perfettamente in linea con lo spirito irriverente di Brass, che Sandrelli ricorda come un uomo intelligente, istintivo e dotato di un senso dell’umorismo irresistibile.
«Avevo una paura folle, ero pronta a menare le mani»
Quando Brass le propose La chiave, Sandrelli non era affatto tranquilla. Le avevano descritto il regista come un uomo sgarbato, persino brutale, e lei si era preparata al peggio. «All’inizio una paura folle. Mi avevano detto che Tinto era un po’ villano, bruto. Ero già pronta a menare le mani, invece trovai un angelo, un grande uomo di cinema». Il rapporto professionale si trasformò rapidamente in una complicità straordinaria. «Non mi lasciava sola un attimo. Sa quanto è importante per un’attrice sentirsi vestita dal proprio regista? Anche quando fai un film nuda, se il regista ti veste, cioè ti aiuta, ti senti protetta». E pensare che il primo incontro aveva già regalato una scena surreale. Brass era andato a casa dell’attrice per discutere del film quando Amanda, appena sveglia e ignara della presenza di ospiti, comparve completamente nuda. Il regista scoppiò a ridere: «Amanda, non occorreva che ti facessi vedere nuda, per un film ti avrei preso lo stesso».
Lo spogliarello nel negozio di intimo: «Guardatemi bene, sono tutta qui»
Per rompere definitivamente il ghiaccio, Sandrelli scelse un metodo decisamente originale. Durante una prova dei costumi in un negozio di intimo nel centro di Roma, vicino al cinema Capranica, improvvisò una sfilata senza indossare assolutamente nulla. «C’erano Tinto, Tinta e l’immancabile Giovanni Bertolucci. Stavamo provando delle cose per il film e io colsi l’occasione. Feci una specie di défilé, come le modelle, ma completamente nuda. Dissi: ecco, io sono così, guardatemi bene, sono tutta qui. Lo feci per lui, per lei, ma anche per me». Brass reagì con una risata. Quella naturalezza diventò uno degli ingredienti fondamentali di La chiave, film che Sandrelli considera ancora un’esperienza irripetibile. «Io lo trovai divino. Se potessi lo rifarei».
Il successo oltre Rambo e quel sigaro inseparabile
La chiave conquistò il pubblico con risultati sorprendenti. «Incassò persino più di Rambo», ricorda Sandrelli, che non volle però scommettere sugli incassi quando Giovanni Bertolucci le propose una percentuale. Preferì il compenso tradizionale: «Pochi, maledetti e subito». Brass le offrì altri ruoli, ma lei li rifiutò perché nessun progetto le sembrava all’altezza di quel film «scanzonato, ironico, dalla parte delle donne». Dell’ultimo incontro conserva una fotografia e soprattutto l’immagine del regista con l’immancabile sigaro. «Tinto, ma quanto fumi?», gli aveva domandato. Lui, naturalmente, aveva risposto ridendo. «Era sempre lui. Non c’era neanche bisogno di parlare, bastava guardarci».
Gossip
Michelle Hunziker e Giulio Berruti a New York con più bodyguard delle star di Hollywood: intanto Geolier e Chiara Frattesi sfoggiano il lusso
Dopo la denuncia per il furto della propria identità digitale, Giulio Berruti vola nella Grande Mela con Michelle Hunziker e le figlie della conduttrice. A sorprendere è l’imponente sicurezza che accompagna il gruppo. Nella stessa città, Geolier e Chiara Frattesi puntano tutto sulle griffe.
New York, città dove Jennifer Lopez, Dua Lipa e Kim Kardashian possono scatenare autentici assalti di fan, si ritrova a ospitare anche Michelle Hunziker e Giulio Berruti, accompagnati dalle figlie più piccole della conduttrice e da un apparato di sicurezza degno di una visita presidenziale. Almeno a giudicare dal numero di guardie del corpo che li circondano, decisamente sorprendente per due personaggi molto popolari in Italia, ma assai meno riconoscibili tra i grattacieli di Manhattan. E mentre la coppia si gode l’ennesima vacanza americana, nella Grande Mela si aggirano anche Geolier e Chiara Frattesi, impegnati in una personale sfilata di marchi di lusso.
Giulio Berruti, dalle minacce di morte alla vacanza blindata
Per Berruti il viaggio arriva dopo una vicenda decisamente inquietante. L’attore ha denunciato un furto d’identità digitale su vasta scala, raccontando che alcuni truffatori utilizzano il suo volto per ingannare altre persone. «Usano la mia faccia per truffare e ho ricevuto minacce di morte», ha dichiarato, descrivendo una situazione che va ben oltre il semplice fastidio provocato dai profili falsi sui social.
La denuncia riguarda dunque un problema serio, che coinvolge la sicurezza personale e l’utilizzo illecito dell’immagine. Il soggiorno newyorkese con Michelle Hunziker offre l’occasione per allontanarsi dalle preoccupazioni, anche se il dispiegamento di bodyguard non passa certo inosservato.
La scena presenta un curioso paradosso: negli Stati Uniti la coppia non gode della stessa notorietà che ha in Italia, eppure la scorta appare più numerosa di quella vista attorno a celebrità internazionali durante alcune loro visite nel nostro Paese. Una precauzione che non conosce mezze misure.
Geolier e Chiara Frattesi, il lusso sfila a Manhattan
Nella stessa New York si fanno notare anche Geolier e Chiara Frattesi, che sembrano aver trasformato il viaggio in una passerella di abbigliamento firmato. I due puntano su un look interamente griffato, con accessori che non lasciano molto spazio alla sobrietà.
A catturare l’attenzione è soprattutto lo zainetto sfoggiato da Chiara Frattesi, dal valore di circa quattromila euro. Una cifra che basterebbe per una vacanza americana di tutto rispetto, ma che nel guardaroba del lusso diventa il prezzo di un singolo accessorio.
Naturalmente, spendere una fortuna non significa automaticamente avere stile. E nel caso della coppia l’ostentazione dei marchi sembra contare più dell’eleganza complessiva. Perché tra essere vestiti firmati ed essere vestiti bene esiste una differenza che nemmeno uno zainetto da quattromila euro riesce necessariamente a colmare.
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