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Moda e modi

Sfilata di Gucci a Londra. Tra gli ospiti d’onore: Dua Lipa, Demi Moore, Kate Moss

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    Per la sfilata Cruise 2025 alla Tate Modern di Londra, il Direttore Creativo Sabato De Sarno ha intrecciato i suoi ricordi di luoghi, persone e idee in una nuova narrazione, riflettendo i profondi legami di Gucci con la città e immergendosi nell’atmosfera degli anni Settanta. Tra gli ospiti famosi della serata Dua Lipa, Demi Moore, Kate Moss con la figlia Lila Moss e gli altri.

    I jeans baggy tutta la vita

    Non sono mancati i jeans baggy, realizzati con la tecnica dell’upcycling, per promuovere la sostenibilità, oppure decorati con stampe originali, ricami intricati e tantissime frange di perline finissime che si muovono delicatamente a ogni passo. Questi jeans sono abbinati a camicie e giacche in pelle scamosciata, creando un look che combina il rilassato e ampio denim con materiali pregiati. Questa versatilità consente di passare con disinvoltura da un ambiente formale a uno più casual, senza sacrificare lo stile e la comodità. La sfilata Cruise 2025 dimostra come il denim possa essere reinventato in chiave sofisticata e contemporanea, adattandosi a molteplici contesti e mantenendo sempre un aspetto chic e alla moda.

    Che voglia di ciliegia!

    Il cherry è un colore tanto sexy, in questa stagione è stato proposto in chiave minimalista. Questa tonalità, integrata in outfit semplici, risalta con eleganza e aggiunge vivacità e modernità ai look. Ma nella collezione Cruise 2025, è stato presentato in versione total look. Se preferite i toni neutri ma vi siete innamorati del ciliegia, iniziate a incorporarlo gradualmente nel vostro guardaroba. Cominciando da paio di scarpe o una borsetta, finché non vi sentirete a vostro agio nel portarlo come suggeriscono le passerelle.

    La danza delle margherite

    Stampate su giacche, camicie, i capotti e tailleur e persino sulle cravatte lavallière. Le margherite rappresentano un elemento decorativo determinante nella collezione Cruise 2025. Questi fiori, che evocano un senso di delicatezza e bellezza naturale, sono stati abilmente reinterpretati per incarnare molteplici caratteri, dimostrando una versatilità sorprendente. Sulle giacche a fondo nero, le margherite appaiono particolarmente forti e decise, creando un contrasto affascinante e dinamico. La loro presenza non solo aggiunge un tocco di eleganza, ma conferisce anche una dimensione di robustezza e carattere alla collezione. Dimostrando come elementi tradizionalmente delicati possano essere trasformati in simboli di forza e determinazione.

    Il suede alla rincorsa

    Il suede, ovvero la pelle scamosciata, è comunemente usato per giacche, scarpe, borse e altri oggetti. Questa pelle morbidissima ha un tocco molto simile a quello del velluto. Anche in questo caso, la Maison propone un’innovazione. Il materiale viene infatti utilizzato per realizzare gli abiti completi. I primi a sfruttare questa lavorazione furono gli indiani nativi americani, che la utilizzavano per i loro indumenti, come mocassini, pantaloni e casacche con le frange. Nella collezione Cruise 2025, abbiamo visto molto suede in versione total look, dimostrando la sua versatilità e raffinatezza. Perfettamente accompagnati dagli accessori con il famoso morsetto di Gucci Horsebit. Abbinati con le ballerine e camicie pussy-bow come la macchina del tempo ci portano a vivere l’atmosfera del passato.

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      Moda e modi

      MAGA make-up, il trucco delle donne di Trump diventa satira (e un messaggio politico)

      Fondotinta aranciato, correttore chiaro e ciglia drammatiche: i tutorial parodici ironizzano sul look di Melania, Ivanka & Co. Ma dietro lo scherzo si apre un dibattito più profondo su femminilità, ideologia e performatività di genere

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        “Vogliamo creare un bell’effetto mat, piatto, possibilmente polveroso e secco. Nessuna crema idratante, fondotinta troppo chiaro, correttore visibilissimo sulle rughe. E poi blush mal posizionato, ciglia drammatiche, labbra slavate e ombretti calcificati tra le pieghe delle palpebre”: così Suzanne Lambert, content creator americana, spiega passo per passo come ottenere un perfetto “MAGA make-up”. Il tutorial, diventato virale su TikTok, non è un consiglio beauty, ma una parodia feroce – e anche molto precisa – del trucco sfoggiato da molte donne vicine a Donald Trump. Da Melania a Ivanka, passando per la portavoce Karoline Leavitt, le immagini delle “donne MAGA” sono diventate meme. E il trucco, simbolo visivo di un’ideologia.

        Sui social il trend è esploso sotto gli hashtag #RepublicanMakeUp e #MAGAmakeup. I video si moltiplicano, così come le discussioni. Perché, si chiedono in molti, è davvero accettabile ridicolizzare l’aspetto estetico delle donne – anche se conservatrici? Dove finisce l’umorismo e dove inizia il body shaming politico?

        Secondo Suzanne Lambert, “chi pensa che si tratti solo di make-up, non ha colto il messaggio”. Intervistata da testate come CBS e Newsweek, ha spiegato che la sua comicità “si basa sull’osservazione e sulla satira dei comportamenti”. “Molte delle ragazze repubblicane che commentano arrabbiate sotto i miei video condividono uno stile identico: stesso trucco, stessi capelli, stessa estetica. Mi è sembrato naturale farne una parodia”, spiega. Il suo obiettivo? Smontare un’estetica che, a suo dire, è l’emblema visivo di una visione retriva della donna. “L’umorismo è sempre stato una pietra miliare della politica”, dice. “La gente mi dice che non si combatte il fuoco col fuoco, ma io non sono un pompiere”.

        Intorno a questa satira, il dibattito si è acceso anche tra esperti. Juliet A. Williams, docente di studi di genere all’UCLA, nota come “le donne MAGA siano oggi l’espressione più estrema di una femminilità costruita a immagine dello sguardo maschile etero e bianco”. Capelli lunghi e ondulati, incarnati bronzei, botox evidente, trucco marcato e labbra gonfie: la cosiddetta “Mar-a-Lago face” – dal nome della residenza dorata di Trump – è diventata un’estetica ben codificata. “È un modello di bellezza che stabilisce chi è la donna vera e chi no, e pone le bianche, magre e conformi in cima alla scala sociale del genere”, afferma Williams.

        Il fenomeno si interseca con un altro concetto tornato in auge nel dibattito post-elettorale: la “conservative hot girl”. Una bellezza anni ’90, iper-femminile, ammiccante, tutt’altro che inclusiva. Alcuni media hanno indicato in Sidney Sweeney (attrice mai schierata politicamente) l’incarnazione di questa nuova musa repubblicana. Un ritorno alla donna-oggetto, al servizio dello sguardo maschile, contrapposta alla cultura woke e alla diversità rappresentata da corpi non conformi, etnie diverse e generi fluidi.

        Il paradosso, sottolinea ancora Williams, è che proprio chi critica l’ideologia gender sarebbe impegnato a imporre un’estetica di genere rigida, codificata, performativa. Judith Butler l’aveva detto: il genere è performance. E oggi, secondo la studiosa americana, “le donne più transfobiche sono spesso quelle che performano con più accanimento un solo modello di femminilità”.

        Nel frattempo, TikTok continua a sfornare video in cui ci si trucca “come una repubblicana arrabbiata”, le ciglia finte si incollano malamente e i correttori troppo chiari si stendono a strati sotto gli occhi. La satira graffia, come sempre. E stavolta il trucco, anziché nascondere, svela più di quanto sembri.

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          Rinasco come una peonia: i rituali beauty di primavera che ci fanno sentire (quasi) nuove

          Con la primavera arriva la voglia di rinascita. E anche quella di buttare nella spazzatura mezzo beauty case. Dalla pelle asfissiata ai capelli che chiedono tregua, passando per profumi più leggeri e riti di bellezza che sembrano magie stagionali: guida pratica (e ironica) al restyling beauty di stagione.

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            Non succede solo ai fiori: anche noi, con l’arrivo della primavera, ci convinciamo che sia il momento di rifiorire. Di rigenerarci. Di eliminare tutto il grigiore dell’inverno, anche quello stratificato sulla fronte a colpi di fondotinta coprente. Nasce così, ogni anno, il bisogno impellente di rivoluzionare la routine beauty, ripulire la pelle, alleggerire i capelli e iniziare a usare parole come “glow”, “detox” e “illuminante” senza vergogna.

            Il problema? Ci caschiamo sempre. Con entusiasmo e portafogli aperti.

            1. Via il vecchio, entra il leggero

            La pelle, dopo mesi di freddo, termosifoni e skincare a base di burro di karité che neanche Heidi in baita, grida vendetta (e aria). Il primo step è quindi l’esfoliazione, che torna protagonista: chimica, enzimatica o meccanica, l’importante è togliere quel velo opaco da “ho dormito in un maglione di lana”.

            Ma attenzione: primavera non è sinonimo di pelle nuda e cruda. Dopo aver tolto lo strato morto, serve idratazione smart. Ovvero, sieri leggeri, creme in gel, texture che sembrano acqua ma che promettono miracoli. Perché sì, anche l’epidermide vuole andare in giro in camicetta.

            2. Capelli in libera uscita

            Se d’inverno erano raccolti, compressi, nascosti sotto berretti e cappucci, ora i capelli si ribellano. Frizzano, svolazzano, cadono. E allora spazio a trattamenti rinforzanti, lozioni anticaduta e… tagli. Il cambio di stagione è il pretesto perfetto per dare un colpo di forbice alla monotonia (o ai danni da piastra).

            In più, tornano i colori caldi, le schiariture “effetto baciata dal sole” e i prodotti senza risciacquo che promettono morbidezza senza stress. Il motto? “Poco sbattimento, molto effetto wow.”

            3. Profumo di nuova partenza

            Primavera fa rima con cambio profumo. Basta note legnose e orientali: è il momento di agrumi, fiori bianchi, accordi verdi e puliti. Quel tipo di fragranze che ti fanno sentire come se stessi camminando scalza su un prato (anche se sei in coda al semaforo, truccata da un’ora).

            4. Occhio alle mani (e alle unghie)

            Mani secche? Cuticole da film horror? È l’ora della manicure rigenerante. Oli nutrienti, smalti dal finish lattiginoso o pastello, e mani in bella vista come se non avessimo passato tre mesi con i guanti.

            5. Detox mentale, almeno nel beauty case

            Infine, il vero rituale beauty di primavera dovrebbe iniziare con la pulizia del bagno. Via le creme scadute, i rossetti color fegato mai messi, i campioncini col tappo rotto. Meno prodotti, più consapevolezza. E magari un nuovo mascara, che non guasta mai.

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              Quando la primavera ti illude e poi piove: il meteo dell’anima

              Si chiama malumore meteorologico e no, non è una scusa. Dopo mesi di grigio, speravi nella svolta, nel sole tiepido e nei maglioni dimenticati nell’armadio. E invece: pioggia, vento, umidità e una voglia crescente di urlare al cielo “Ma che ti ho fatto?”.

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                È la delusione di chi aveva già preparato le sneakers bianche, aveva scelto il trench “quello giusto” e aveva persino osato una ceretta di troppo. Perché sì, la primavera è anche una questione di pelle nuda e di aria che profuma di gelsomino. Ma basta una perturbazione, un fronte atlantico che decide di fare una sosta imprevista, e tutto crolla: torna la coperta sul divano, l’umore sotto le scarpe e il cappotto che pensavi di aver detto addio fino a novembre.

                Non è solo il meteo: è il senso di ingiustizia cosmica che ti prende mentre guardi le previsioni e vedi pioggia per giorni, dopo che hai resistito a sei mesi di buio e freddo con la sola speranza che, prima o poi, sarebbe arrivato quel momento in cui ti svegli e dici: “Ecco, è primavera”. E invece no.

                E allora ti incupisci. Non hai voglia di uscire, né di sorridere. Ti prende un’irritazione passiva-aggressiva verso chiunque ti dica “ma serve per la natura”. Lo sai che serve. Ma adesso serviva anche un po’ di luce, un maglione in meno, un pomeriggio a camminare senza ombrello, un cielo da fissare e sentirsi migliori.

                In fondo, il meteo è lo specchio dell’umore collettivo. E se ci metti anche le allergie, le mezze stagioni che non esistono e le giornate che sembrano schizofreniche – 8 gradi al mattino, 22 a pranzo, e vento a tradimento al tramonto – capisci perché la gente si sveglia arrabbiata con la vita.

                La primavera, quando si fa attendere troppo o si presenta con il muso lungo, è come quella persona che ami da sempre e che finalmente arriva al vostro appuntamento… ma dimentica di dirti che in realtà oggi non può restare.

                E allora ci resti male, eccome. Anche se lo sapevi. Anche se in fondo, ogni anno, è sempre la stessa storia.

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