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Italia

Milano mia, portami via… ma non svuotarmi il portafoglio!

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    Il Professor Roberto Vecchioni, prima di diventare il pigmalione di Alfa, cantava in Luci a San Siro:

    Milano mia, portami via,
    fa tanto freddo, ho schifo e non ne posso più…

    E visto che il cantautore di Luci a San Siro è stato anche uno stimato professore di liceo classico, spiego a quei pochi che non lo sanno cosa sia esattamente la figura del “pigmalione”. Nell’uso comuno, chi assume il ruolo di maestro nei confronti di persona rozza e incolta – non se ne abbia a male Alfa che, musica a parte, appare un ragazzo carino ed educato – viene definito tale.  Personaggio del mito greco, sovrano di Cipro – secondo Arnobio – o semplice cittadino cipriota stando a Clemente Alessansrino, si sarebbe innamorato di una statua della dea Afrodite conservata dai cretesi da lungo tempo. Il pigmalione è colui che plasma la personalità del suo protégé, sviluppandone le doti naturali ed affinandone i modi.

    L’Istat sentenziò

    Probabilmente il Prof., con quella frase, mostrava insofferenza verso una città della quale non riconosceva più i tratti distintivi di un tempo. Eh sì… perchè la metropoli meneghina, secondo i recenti dati Istat legati al tasso d’inflazione di marzo, in termini di aumento del costo della vita risulta fra le prime. All’ombra della Madonnina l’inflazione dell’1,4% si traduce nella maggior spesa aggiuntiva su base annua, equivalente a 400 euri (sì, euri… al plurale!) per una famiglia media. Milano che, come canta Ivano Fossati è livida e sprofondata per sua stessa mano

    Rimini, simbolo estivo dell’italiano medio

    In testa alla top ten delle più care d’Italia c’è Rimini (altra città alla quale è stata dedicata una canzone, quella di Fabrizio De Andrè), dove l’inflazione pari al 2,5%, la seconda più alta d’Italia dopo Brindisi (+2,6%), si traduce nella maggior spesa aggiuntiva su base annua, equivalente a 679 euro per una famiglia media.

    Spesa media da capogiro

    Tornando a Milano – quella che ti fa una domanda in tedesco e ti risponde in siciliano (cit. Lucio Dalla) – lo sapevate che il turismo del lusso ha qui la sua capitale? Anche noi tapini possiamo fingere di essere ricchi indossando la tuta gold chiusa nell’armadio e passeggiare con spavalda riccanza per via Montenapo. Anche se le vetrine, noi comuni mortali, possiamo solo guardarle. Visto che – in media – ogni persona che fa shopping in uno dei negozi del Quadrilatero della moda spende circa 2350 euro. Parola di Guglielmo Miani, presidente di MonteNapolene District. Milano tra l’altro richiama turisti da tutte le parti del mondo: il 2023 è stato un anno record con 8,5 milioni, ma il 2024 promette ancora meglio. Valuta pregiata che viene dall’estero, della quale però la gran parte dei milanesi godrà poco o nulla.

    Ah Lucio, quanto manchi, a milanesi e non…

    Milano perduta dal cielo
    Tra la vita e la morte continua il tuo mistero

      Cronaca

      Il peso della classe energetica sui prezzi degli immobili, in leggero calo

      Nonostante un calo nelle compravendite, i prezzi medi di vendita delle case hanno registrato un aumento del 4,1% in media in tutte le principali città esaminate (Milano, Torino, Roma, Palermo, Firenze, Napoli, Bologna e Genova) rispetto al 2022.

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        Comprare casa in Italia oggi costa meno, grazie alla continua riduzione delle compravendite dall’inizio del 2024. Un cambiamento di tendenza che forse segue l’andamento economico generale. Ma un’analisi del Centro Studi Sarpi Immobiliare evidenzia che nelle principali metropoli come Milano e Roma i prezzi continuano a crescere, in controtendenza rispetto al resto del Paese.

        Classe energetica legata all’aumento dei prezzi

        Non siamo certo di fronte a una novità. Uno dei fattori chiave che influenzano il prezzo degli immobili è la classe energetica di appartenenza. In città come in provincia. L’analisi del Centro Studi ha esaminato l’impatto della classe energetica sul prezzo degli immobili a Milano. Per un immobile medio con un costo di 5.000 euro al mq, le variazioni del prezzo sono notevoli.

        Classe A+: 5.775 euro/mq (+15,5%)

        Classe G: 4.830 euro/mq (-4,4%)

        E’ la dimostrazione di quanto gli immobili con una classe energetica più alta (A+) sono valutati notevolmente di più rispetto rispetto a quelli con una classe energetica inferiore (G).

        Ma non esiste solo Milano…

        Nelle aree centrali di Milano, gli edifici con classificazioni energetiche più alte, spesso di costruzione recente, mostrano un incremento dei prezzi davvero fuori dal mondo. Al contrario, immobili con classificazioni energetiche inferiori subiscono una diminuzione del loro valore. Questa tendenza si fa particolarmente evidente se si prendono come esempio capoluoghi come a Milano e Firenze, dove i prezzi sono aumentati rispettivamente del 7,9% e 5,8%.

        In altre città come Bologna, per esempio, l’aumento è stato minimo (0,6%). Mentre la media generale di tutte le principali città esaminate (Milano, Torino, Roma, Palermo, Firenze, Napoli, Bologna e Genova) ha visto un incremento del 4,1% rispetto al 2022. Una percentuale che porta a un valore medio di 4.919 euro al mq.

        Salgono i prezzi ma calano le compravendite

        Nonostante l’aumento dei prezzi, si vendono meno case. Il numero delle compravendite continua a calare. I dati dell’Agenzia delle Entrate mostrano una decrescita del 3,3% nell’ultimo trimestre del 2023 (settembre-dicembre), in linea con i trimestri precedenti. Questo andamento solleva una domanda: quanto possano resistere ancora i prezzi delle abitazioni nelle principali città italiane a questa costante diminuzione delle transazioni?

        La classe energetica ha un peso anche sui risparmi a lungo termine

        La contrazione delle compravendite attualmente colpisce tutto il mercato nazionale. Un fenomeno che non sembra creare impatti significativi sui prezzi al mq delle città metropolitane di Milano e Roma. Capoluoghi che resistono al calo dei prezzi grazie alla loro resilienza e alla crescente domanda per immobili ad alta efficienza energetica. Per gli acquirenti, quindi, in questo momento, investire in immobili con una classe energetica superiore può comportare certamente un costo iniziale più elevato. Ma allo stesso tempo promette risparmi a lungo termine e una maggiore valorizzazione dell’immobile.

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          Cronaca

          Ritorna il redditometro, dal 1993 uno strumento fiscale controverso

          Il Redditometro rappresenta uno strumento complesso e controverso nel panorama fiscale italiano. Il suo ritorno, con le modifiche e i correttivi apportati, punta a rendere più equo il controllo delle capacità di spesa dei contribuenti, non senza sollevare dibattiti e preoccupazioni nel contesto politico e sociale italiano.

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          redditometro uno strumento fiscale reintrodotto ma dopo le elezioni europee

            Innanzitutto che cos’è il Redditometro? Approvato nel 2010 dal governo Berlusconi e confermato dal Parlamento, entrato in vigore nel 2012 sarebbe lo strumento di accertamento sintetico che assegna coefficienti a beni come immobili e auto per ipotizzare il nostro reddito. Nonostante la sua imprecisione, l’obiettivo è quello di stimare se il reddito ipotizzato sia coerente con quello dichiarato.

            Un radar fiscale su auto, case, barche…

            Ma cosa prende in considerazione questo strumento per valutare la coerenza tra quello che percepiamo e quello che spendiamo? Dalle spese per l’auto a quelle per la casa, dal costo delle utenze a quelle per il possesso di barche. Da quest’anno questo strumento torna a controllare le capacità di spesa dei contribuenti per risalire ai loro redditi. Ma il Redditometro ha avuto una storia molto travagliata. Infatti era stato introdotto per la prima volta nell’ormai lontano 1993. Ma da allora non mai avuto una vita facile. Più volte è stato ritirato o non applicato, a secondo dei governi e delle strategie fiscali di controllo dei contribuenti. In pratica il Fisco mette sotto la lente di ingrandimento le capacità di spesa dei contribuenti per risalire al loro reddito. Se incontra discrepane verifica e spulcia nei nostri conti correnti.

            Il ritorno del Redditometro? Rinviato a dopo le elezioni

            Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che riporta in vita il Redditometro, la maggioranza di governo è entrata in fibrillazione, specialmente a tre settimane dalle elezioni europee. La premier Giorgia Meloni ha deciso per uno stop temporaneo dello strumento, rinviando l’introduzione del “radar” del Fisco sui beni nascosti degli italiani almeno fino a dopo le elezioni. A questo proposito il viceministro dell’Economia e membro di Fratelli d’Italia, Maurizio Leo, ha spiegato che il centrodestra è sempre stato contrario al meccanismo del Redditometro reintrodotto l’ultima volta dal governo Renzi nel 2015. Il nuovo decreto, secondo Leo, limita il potere discrezionale dell’Amministrazione finanziaria di attuare l’accertamento sintetico. Il nuovo Redditometro punta a correggere le storture create nel 2018 e introduce un doppio contraddittorio obbligatorio.

            La sua nuova formulazione

            Il nuovo Redditometro non si limita al possesso di beni o investimenti, ma tenta di misurare la spesa complessiva ed effettiva del contribuente in relazione a quanto dichiarato. Il calcolo parte dalle spese attribuibili al contribuente in base a campionature di nuclei familiari e aree geografiche. E anche dalle spese effettivamente sostenute risultanti dall’Anagrafe tributaria e dall’ammontare del risparmio accantonato. E quindi quali spese rientrano ora? Nel calcolo del nuovo Redditometro rientrano spese come l’acquisto di beni immobili, il possesso di autovetture, il consumo di energia elettrica domestica e altre voci che indicano una capacità di spesa. Sono introdotte anche le spese sostenute dai familiari a carico, mentre sono escluse le spese per beni e servizi legati all’attività di impresa o professionale.

            E se il contribuente contesta…?

            Il decreto introduce la “prova contraria“, permettendo ai contribuenti di dimostrare che le spese sono state finanziate da soggetti diversi o con redditi esenti o esclusi dalla formazione della base imponibile. Viene introdotto un doppio contraddittorio obbligatorio per reperire informazioni utili e per l’adesione alla procedura di accertamento.

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              Cronaca

              Le accusano il figlio, falliscono le società, ma lei non molla!

              Nuovi problemi per Daniela Santanchè: il figlio Lorenzo Mazzaro è indagato per abusi edilizi nella villa di Pietrasanta. Scopri i dettagli dell’inchiesta.

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                Un’altra grande grana per Daniela Santanchè, Ministro del Turismo. Suo figlio Lorenzo è stato indagato per abusi edilizi. Naturalmente dalla temibile Procura di Lucca determinata a farle trascorrere ancora una brutta estate nella sua amata Versilia. Prima il Twiga, poi Visibilia, poi ancora il Twiga. E basta, andiamo. Altrimenti abbandonerà definitivamente la sua amata Versilia. Ed è peggio, per la Versilia.

                Sabbia, palette e secchiello… del ghiaccio

                Questa volta, la questione riguarda suo figlio Lorenzo Mazzaro, indagato per abusi edilizi. La Procura di Lucca ha aperto un fascicolo sull’immobile situato nel parco della Versiliana a Pietrasanta, intestato a Lorenzo, dopo sopralluoghi dei vigili urbani effettuati anche con l’uso di droni.

                Con le pinne, fucile ed occhiali il gazebo va sempre di più

                Secondo alcuni quotidiani e agenzie di stampa (sempre i soliti!), Mazzaro sarebbe sotto inchiesta per presunti abusi edilizi. Ma va…? La villa, conosciuta come “Casina Rossa“, è stata acquistata da Mazzaro nel 2014. Da allora il figlio del Ministro è riuscito ad accumulare ben nove pratiche di condono. Le indagini si sono intensificate dopo che i vigili urbani hanno riscontrato irregolarità durante ispezioni aeree. Sempre questi droni di mezzo, non se ne può proprio più…Ma tanto lei non molla!

                Ci facciamo un ape in veranda?

                Questa non è la prima volta che l’immobile di Mazzaro attira l’attenzione delle autorità. Precedenti inchieste sugli abusi edilizi, che si erano concluse con un’archiviazione per decorrenza dei termini nel 2020, stanno ora portando a un ordine di demolizione per costruzioni non autorizzate, inclusi portici e verande realizzati tra il 2014 e il 2017.

                Aiuto bagnino tirami fuori da questo…

                Oltre ai precedenti abusi, i nuovi accertamenti hanno rivelato nuove irregolarità, come la costruzione di un gazebo e vari manufatti in legno. Il Comune di Pietrasanta ha quindi avviato un nuovo procedimento per infrazione edilizia, trasmettendo gli atti alla Procura.

                Uscirà anche da questo nuovo gorgo

                L’ipotesi di reato per Lorenzo Mazzaro è quella di abuso paesaggistico, punibile con pene che vanno da 1 a 4 anni di carcere e sanzioni amministrative. Nonostante un nuovo piano regolatore del territorio potesse sanare la situazione, la villa si trova in una zona vincolata, esclusa da possibili sanatorie. Ma Daniela non molla!

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